Napoli Comicon 2016: cronaca di una giornata

Dal 1998 ormai fine Aprile a Napoli significa solo: Comicon.

Comicon 2016

Comicon 2016

Purtroppo non sono andato a tutte le edizioni del Comicon ma soltanto dal 2007 in poi, l’anno in cui Go Nagai venne a Napoli.

Si può dire che faccio parte di quel gruppo di persone che hanno vissuto l’evoluzione di quella che inizialmente era una semplice fiera del fumetto, con meravigliose mostre ed interventi di grandi autori.

In poche parole sono tra quelli che Comicon significa quel freddo umido di Castel Sant’Elmo, quei pochissimi cosplayer e fumettisti principalmente indipendenti.

È banale dire ormai che il Comicon si è evoluto, sia diventata una grossa macchina che ormai ingloba molto di più che il settore della nona arte.

Ma veniamo al dunque descrivendo questa mia esperienza al Napoli Comicon 2016.

Purtroppo ci sono stato solo l’ultimo giorno, il 25 Aprile. Gli abbonamenti di 4 giorni sono andati subito “sold out”. In effetti non volevo neanche andarci quest’anno al Comicon poi quella vocina nella testa che diceva:“E che fai? non ci vai quest’anno?” ha prevalso. Così decido di acquistare il biglietto per la domenica che, naturalmente, va in esaurito così come il sabato. Dopo essere riuscito a comprare un biglietto per il lunedì scopro che dopo poco anch’essi sono terminati.

Dopo aver visto su Facebook foto e commenti di amici o professionisti del settore arriva il fatidico giorno.

Piove. Prendo il primo treno per arrivare a Napoli, stranamente è vuoto e riesco a sedermi. Appena arrivato a piazza Garibaldi prendo la metro e mi scontro con il primo gruppo di “comiconiani”. Devo ammettere che i controllori sono stati efficienti nel controllare i biglietti, come anche le metro a limitare i ritardi durante la giornata.

La metro è piena, ma è normale routine per un pendolare, incontro amici, ci si saluta e si inizia a parlare della fiera.

Arrivati a piazzale Tecchio sembra che abbia smesso di piovere, si iniziano a vedere centinaia di “comiconiani”. Immagino che chi mi avesse visto in quel momento abbia visto un leggero sorriso sulla mia faccia assonnata. Arrivo alla Mostra d’Oltremare e vedo quell’enorme area, che ogni giorno percorro deserta a piedi per andare all’università, completamente affollata. Ricomincia a piovere ma risulta inutile aprire l’ombrello perché sono coperto da quello dei miei vicini. Sono le 10:00 aprono gli ingressi e quindi si inizia ad entrare. Credo che abbiano organizzato bene gli ingressi quest’anno perché in 15 minuti sono dentro, ma devono controllare cosa ho nello zaino per ragioni di sicurezza quindi sotto la pioggia apro lo zaino faccio vedere la macchina fotografica, gli obiettivi e gli altri accessori fotografici e il kway. Passato il controllo corro verso l’info point, prendo il classico giornale del Comicon, dò una rapida occhiata alla mappa e entro dentro alla prima struttura.

Zona bambini, la salto ma noto lo stand di Angry Birds, sarà per il film. Arrivo quindi in quella che credo sia la zona autografi, tutti attendono impazientemente Micheal Cudlitz di Walking Dead, vado oltre so che presto sarà luogo di guerra. Ecco gli stand, guardo qualche fumetto, ci sono titoli interessanti.

Inizio a camminare ma c’è troppa gente, mi fermo come al solito allo stand di Artsteady, saluto i miei amici. Ci sta meno gente, inizio a pensare che ormai le nuvole si siano diradate e non stia più piovendo. Continuo a parlare un po’ di 47 DMT e di Storie e’ Merd’.

Continuo il mio giro, arrivo alla mostra riguardante Silver. La prima cosa che vedo è un plastico del villaggio di Lupo Alberto e subito mi vengono in mente quei cartoni animati brevi che trasmettevano su Rai3 il pomeriggio. Poco dopo mi accorgo di trovarmi nel villaggio di Lupo Alberto. In poche parole hanno ricostruito le case, la fattoria e il resto. Penso:“Figo!”. Dopo aver visto questa mostra con tavole originali, merchandising vario su Lupo Alberto, ritorno nel lato fiera.

Stand di Topolino, stand di fumetti usati, vedo il cartello 50 fumetti 29€, mi vorrei fermare perché di solito si trovano cose interessanti ma non so perché decido di sorvolare.

Ed eccomi dunque in un’area che non so ben descrivere, diciamo per semplicità quella dove i “comiconiani” possono acquistare riproduzioni di spade, parrucche ma anche le Funko Pop. Credo che almeno sotto il mio punto di vista questa sia la moda di quest’anno, a quanto pare sono diffusissime e amatissime. Osservo anche scatole Lego della serie Marvel Superheroes e dico tra me e me:”La Lego ci sa fare!”.

Vedo uno spiraglio di luce, esco fuori. Non piove, faccio un’osservazione. Con il tempo la tipologia di frequentatori del Comicon si è modificata, forse sarà stato per la diversa tipologia di evento. Ora vedo molti ragazzini, molti di più e l’impressione è quella che stiano lì non per la fiera ma semplicemente per una scampagnata. Potrebbe essere una mia impressione però.

Inizio a girare fuori per le aiuole della mostra, faccio qualche foto a qualche cosplayer. In effetti non dispiacciono, anzi probabilmente è una soluzione per attirare più gente. Inizio a riflettere; credo che questo movimento sia una sorta di condivisione di conoscenza, prima non conoscevo alcuni fumetti, film o altro, che poi ho scoperto tramite cosplayer.

Camminando mi ritrovo nella sala “giochi uniti”, intravedo vari giochi da tavolo, non mi fermo e vado oltre entrando nell’altra sala della zona Gamecon.

Come al solito ci sta il torneo di League of Legends, vorrei provare il simulatore della RedBull, ma non capisco come funziona per la fila. Diciamo che quella zona era decisamente affollata.

Esco di nuovo e mi ritrovo in piedi medioevo. Zona combattimenti. Sembra divertente giro un po’ intorno al laghetto, faccio qualche foto.

Ricevo un messaggio da alcuni amici devo andare allo stand della RedBull. Arrivo, ovviamente per le leggi di Murphy ho sbagliato stand. Ne conto almeno 3, ricordo quando il Comicon aveva pochi sponsor, a quanto apre i tempi sono cambiati.

Riesco a raggiungerli, ci facciamo un giro poi ci dividiamo di nuovo. Inizio ad avere fame, vado alla zona giochi uniti che naturalmente era la meno popolata e prendo un panino. Quest’anno ci stavano strane regole su cosa si potesse portare e non portare all’interno della fiera, quindi ho evitato di portare qualcosa che dopo mi avrebbero costretto a gettare via. Mentre faccio la fila per il panino inizio a riflettere se ciò sia dovuto ad un problema di sicurezza, di ecologia o economico. Forse tutte.

Pranzo, fuori ritorna a piovere continuo a camminare sotto la pioggia, la gente va via. Ricordo anche che ci sta la partita Roma-Napoli, quindi probabilmente la fiera si stava sfollando anche per quello. Un ragazzo con una maschera da cavallo, saltella sotto la pioggia urlando. L’evoluzione dei “comiconiani” è assurda ma anche divertente.

Ritorno a girare, incontro altri amici, andiamo nella zona Giappone, ci sta la gara dei Cosplay Kids. Oramai sono le 4pm e la mostra si sta svuotando. Il Comicon sta finendo. Ritrovo alcuni amici presi dagli ultimi acquisti, poi ritorno fuori faccio altre foto ai cosplayer. Si, sono decisamente un’attrazione.

Continuo a girare, ormai la zona autografi è impraticabile. Si fanno le 7pm e vado via.

In generale è stata una giornata piacevole. In effetti l’ho trovato ben organizzato rispetto agli anni precedenti ma forse ciò è solo dovuto alla fine della fiera.

Non so perché ricordo i tempi in cui feci 3 ore di fila per un autografo di Leo Ortolani e non c’era bisogno di inviti, in cui si poteva entrare nelle sale senza inviti. Forse sono solo ricordi dovuti ad un Comicon che era molto diverso da quello attuale che sembra quasi sfidare tutte le altre fiere italiane puntando ad un’americanizzazione di un evento.

Notando il regolamento della fiera, ci sono punti assurdi, come quello del divieto dei “Free hugs”. È ovvio che non si riusciranno ad eliminare quei cartelli e forse è giusto che sia così.

Per quando riguarda i comiconiani, non so se siano migliorati, peggiorati, o altro, quello che ho riscontrato è che come al solito sono tornato a casa con nuovi amici, quindi probabilmente non sono tanto male.

Queste sono solo le mie umili opinioni, pervenute dai miei pensieri durante la fiera, pensieri di un visitatore che di tanto in tanto apprezza un buon fumetto o un buon film dopo cena.

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