Rassegna stampa dal mondo del 6 aprile

In primo piano la strage in Siria e le manovre di Trump.

rassegna stampa

Steve Bannon

La rassegna stampa delle notizie di oggi da tutto il mondo.

Donald Trump accusa Bashar al Assad per l’attacco chimico avvenuto in Siria. È stato un “affronto all’umanità”, ha detto, affermando che “le azioni di Assad non possono essere tollerate”. L’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite Nikki Haley ha dichiarato che se l’Onu “continua a fallire nel suo dovere di agire collettivamente, saremo costretti ad agire da soli per il bene delle vittime”. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu, riunito d’urgenza per discutere del bombardamento su Khan Sheikhun, ha rinviato il voto su una risoluzione di condanna per negoziare con la Russia, che ha il potere di veto e difende il regime di Damasco. Il testo presentato da Stati Uniti, Francia e Regno Unito potrebbe essere votato oggi.

La Corea del Sud ha testato con successo un missile della gittata di 800 chilometri. Lo ha dichiarato un ufficiale di Seoul all’agenzia di stampa Yonhap, L’arma, di fabbricazione sudcoreana, è quindi in grado di raggiungere la Corea del Nord. Il test è stato eseguito il giorno dopo un’azione analoga del regime di Pyongyang, il cui missile è caduto nel mar del Giappone.

Steve Bannon è stato rimosso dal consiglio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Lo ha deciso il presidente Donald Trump che ha lasciato tuttavia a Bannon l’incarico di suo consigliere strategico. Bannon, ex direttore del sito di informazione di estrema destra Breitbart, è considerato uno degli artefici della vittoria di Trump alle presidenziali.

Il governo filippino e i ribelli maiosti hanno concordato un cessate il fuoco temporaneo e la liberazione di alcuni prigionieri. Lo ha annunciato il consigliere presidenziale sul processo di pace. I colloqui tra i guerriglieri del Nuovo esercito del popolo, che combattono da quasi cinquant’anni contro Manila, e il governo sono ripresi questa settimana nei Paesi Bassi con la mediazione della Norvegia.

Il bilancio delle vittime della frana di fango a Mocoa, in Colombia, è salito a 301 morti. Sono gli ultimi dati ufficiali comunicati dal direttore dell’Unità nazionale di gestione delle catastrofi. Ma il bilancio dei dispersi è ancora altissimo: 314 persone. La valanga ha travolto il capoluogo del dipartimento di Putumayo, nel sudest del paese, nella notte tra il 1 e il 2 aprile, dopo alcuni giorni di forti piogge.

In Venezuela l’opposizione annuncia nuove proteste. I parlamentari antigovernativi, a cui il 4 aprile è stato impedito di raggiungere la sede dell’assemblea nazionale, si sono radunati all’alba per chiedere le dimissioni della corte suprema, che la scorsa settimana aveva esautorato il parlamento e annunciato di aver assunto le sue funzioni. La decisione è stata ritirata, ma le proteste non si sono fermate.

Il quotidiano messicano Norte de Ciudad Juárez​ ha deciso di sospendere la sua edizione online per motivi di sicurezza. Il 2 aprile aveva annunciato la chiusura di quella cartacea. La decisione è arrivata dopo l’omicidio di una giornalista della testata, Miroslava Breach, che si occupava di criminalità organizzata, traffico di droga e inchieste di corruzione. Il direttore Oscar Cantu aveva spiegato che “è molto scoraggiante vedere che noi denunciamo le cose ma non succede nulla”, aggiungendo di non avere “intenzione di mettere in pericolo altri collaboratori”. Il Messico è il terzo paese più pericoloso al mondo per i giornalisti dopo Siria e Afghanistan: nel 2016 sono stati 11 i giornalisti uccisi.

Sciopero di 24 ore di Alitalia in Italia. Il 60 per cento dei voli, sia nazionali sia internazionali, è stato annullato. I sindacati protestano contro l’annuncio di circa duemila esuberi e il taglio delle retribuzioni del 20 ed il 30 per cento; e chiedono “nessun licenziamento e nessun taglio salariale”. Dal 6 aprile sarà avviata una trattativa tra governo e sindacati.

Il 22 aprile comincerà l’ultima fase della missione di Cassini intorno a Saturno. La sonda userà la gravità della luna Titano per muoversi in una nuova orbita, tra la parte più esterna dell’atmosfera del pianeta e gli anelli interni. Cassini, lanciata venti anni fa, ha quasi esaurito il combustibile. Il 15 settembre dovrebbe definitivamente schiantarsi su Saturno, raccogliendo ulteriori dati durante la discesa sul pianeta.

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Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.
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