“Trump”, le ultime elezioni americane in una mostra fotografica di Christopher Morris a Milano

Documentari grandi eventi politici attraverso la foto narrazione.

trump mostra fotografica

Trump locandina

Giovedì 4 maggio inaugura a Milano, presso LINKE, la mostra fotografica Trump di Christopher Morris (California, 1958), a cura di Alessia Glaviano, senior photo editor di Vogue Italia e L’Uomo Vogue e web editor di Vogue.it.

L’esposizione presenta una selezione di foto scattate da Christopher Morris ai sostenitori di Trump in occasione delle ultime elezioni presidenziali americane. Si tratta di immagini perfettamente composte e dal carattere fortemente cinematografico, in grado di spingersi oltre alla pura descrizione della realtà e di offrire all’osservatore una sorta di commentario politico e sociale. Fotografie dense di simbolismi e significati, che, aprendosi a diversi livelli d’ interpretazione, mettono in luce la teatralità della retorica politica e le contraddizioni e i fanatismi degli elettori.

Morris è un profondo conoscitore della società americana avendo dedicato anni allo studio della rappresentazione del proprio Paese e della sua classe politica, grazie soprattutto all’impegno come fotografo per Time magazine alla Casa Bianca, dal 2000 al 2009.

In mostra sarà presente anche una sequenza particolarmente incisiva di ritratti in bianco e nero di Donald Trump, in cui la mimica facciale del presidente assume un aspetto caricaturale e a tratti inquietante, e una selezione di video in slow motion ai principali candidati presidenziali.

Servendosi di una camera mai utilizzata prima per la documentazione di eventi politici, la Phantom Miro, in grado di riprendere ad una velocità di 720 frames al secondo, Morris ha ideato una nuova forma di narrazione fotogiornalistica. Quando il filmato viene riprodotto ad una velocità di 24 frames al secondo, la realtà appare infatti rallentata in modo spettrale, come se fosse un’animazione sospesa.

Morris elogia la lentezza, creando un’esperienza visiva in cui ogni piccolo dettaglio acquista importanza.

I suoi video potrebbero essere visti in loop per ore e si troverebbe sempre qualche nuovo motivo di riflessione. L’atmosfera è epica, solenne, quasi religiosa; è come se ci trovassimo di fronte a un’epifania dei gesti politici: la camera rivela l’essenza delle pose e dei movimenti misurati del corpo di cui i candidati si servono per persuadere il proprio pubblico. Il suono estraniante e lo slow motion costringono lo spettatore ad una fruizione diversa, hanno un effetto ipnotico, paragonabile a quello delle opere di Bill Viola.

Come ha sottolineato Alessia Glaviano: «Se il video fosse a velocità reale sarebbe semplicemente una cronaca e la situazione sarebbe leggibile per quello che è; rallentandolo, i singoli movimenti si decontestualizzano, si sganciano dalla narrazione di fondo (la campagna ecc.) e si mostrano per quello che sono, nella loro idiozia. Ogni gesto assume una qualità teatrale, e come nel teatro qualsiasi movimento diventa ipersignificante.

Il suono, così come il ritmo rallentato, danno ai video una dimensione epica. Sono ipnotici, non puoi smettere di guardarli, senza alcuna aspettativa sulla “trama”: non ti aspetti un inizio, uno svolgimento e una fine ma vieni totalmente assorbito dal tempo dilatato della rappresentazione, vedi i gesti ma non senti i discorsi; in questo modo i gesti assumono più potere ma meno significato, non si sa a cosa farli corrispondere, il dito puntato di Trump diventa Trump stesso, così come la mani aperte di Hillary».

All’inaugurazione sarà presente l’autore che terrà nei giorni seguenti un workshop sull’importanza della creazione di una propria visione personale: un’occasione unica per confrontarsi con uno dei protagonisti del fotogiornalismo internazionale.

Biografia

Christopher Morris ha iniziato la propria carriera come fotoreporter di guerra documentato numerosi conflitti in tutto il mondo -Panama, Yugoslavia, Somalia, Cecenia, Libia, Afaghanistan- quasi esclusivamente per Time magazine, di cui è fotografo a contratto a partire dal 1990. Tra i membri fondatori dell’ agenzia VII, Morris ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi come la Robert Capa Gold Medal, due Infinity Awards per il fotogiornalismo dall’International Center of Photography di New York e diversi premi al World Press Photo.

A partire dal 2000 l’autore si dedica a nuovi generi come fotografia politica, moda, ritrattistica e alla realizzazione di film. In particolare segue il primo e secondo mandato di George W. Bush alla Casa Bianca per Time magazine, ridefinendo le modalità di documentazione di eventi politici. Da questo impegno nascerà il progetto editoriale My America (edito da Steidel nel 2006), racconto visivo del nazionalismo repubblicano, seguito dal libro Americans (Steidel, 2012), un viaggio nel cuore dell’America spossata dalla crisi economica e da due guerre.

In occasione delle recenti elezioni presidenziali americane Morris ha ideato una nuova forma di narrazione fotogiornalistica, realizzando video in slow motion dei principali candidati intenti a presentare i propri programmi politici.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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