Rassegna stampa dal mondo del 23 maggio

Le principali notizie di oggi da tutto il mondo.

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Alexander Van der Bellen

Saranno i voti per corrispondenza a decidere chi sarà il nuovo presidente dell’Austria. Bisognerà attendere il pomeriggio per conoscere il nome del vincitore tra Norbert Hofer, il candidato dell’estrema destra, e Alexander Van der Bellen, quello dei verdi. Contando solo i voti espressi ai seggi, Hofer era in testa con il 51,9 per cento, e Van der Bellen fermo al 48,1 per cento. Invece le proiezioni, che contavano anche i voti postali, davano il 50 per cento a ognuno. Sono circa 900mila gli austriaci che hanno votato per corrispondenza, il 14 per cento dell’elettorato, e il nome del prossimo capo dello stato sarà deciso da poche migliaia di preferenze. Buono il dato sull’affluenza, 71,8 per cento, in aumento rispetto al primo turno.

Barack Obama annuncia la fine dell’embargo sulla vendita di armi al Vietnam. L’ha dichiarato ad Hanoi, la prima tappa del suo viaggio in Asia, cominciato ieri e che lo porterà anche in Giappone. L’obiettivo della visita è rafforzare i rapporti diplomatici ed economici con il governo comunista di Tran Dai Quang, anche per contrastare la crescente influenza della Cina nel sudest asiatico. Nel primo giorno di incontri i rappresentanti dei due paesi hanno firmato una serie di accordi economici del valore complessivo di 16 miliardi di dollari.

Il film di Ken Loach I, Daniel Blake ha vinto la Palma d’oro della 69ª edizione del festival di Cannes. Il regista britannico aveva vinto anche nel 2006 con Il vento che accarezza l’erba. Il film Le client dell’iraniano Asghar Farhadi ha ricevuto due premi: per la miglior sceneggiatura e per il miglior attore (Shahab Hosseini). Il Grand Prix è andato a Juste la fin du monde del regista canadese Xavier Dolan. Tutti i vincitori.

Il nuovo sindaco di Bolzano è Renzo Caramaschi. Al ballottaggio del 22 maggio il candidato sostenuto dal Partito democratico e dalla Südtiroler Volkspartei ha ottenuto il 55,27 per cento dei voti, contro il 44,73 per cento del candidato di centrodestra Mario Tagnin. Tuttavia l’affluenza alle urne è stata bassa: il 41 per cento.

Il parlamento greco approva le misure finanziarie richieste dai creditori. Il testo di settemila pagine, già approvato dalle commissioni competenti, include tagli alle spese e nuove tasse, il rilancio delle privatizzazioni e una serie di clausole di salvaguardia sulle imposte indirette per evitare di andare in rosso. Il parlamento lo ha approvato con 153 voti a favore e 145 voti contrari. La misura era stata chiesta dai creditori per sbloccare un’altra parte (5,7 miliardi di euro) del prestito da 86 miliardi di euro, accordato ad Atene. I ministri delle finanze della zona euro s’incontreranno martedì a Bruxelles per valutare le riforme attuate dai greci.

Erdoğan dà l’incarico al nuovo primo ministro turco Binali Yıldırım di formare il governo. L’ex ministro dei trasporti è stato eletto a capo del partito di governo in Turchia dal congresso del Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp). Fedelissimo del presidente turco, Yıldırım ha annunciato una riforma costituzionale presidenzialista e ha chiesto ai leader europei di chiarirsi sulla liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi.

Comincia l’offensiva dell’esercito iracheno per riprendere Falluja. L’ha annunciato il primo ministro Haider al Abadi in un discorso televisivo la sera del 22 maggio. La città è stata la prima a essere occupata dal gruppo Stato islamico nel gennaio del 2014, sei mesi prima che i jihadisti cominciassero la loro avanzata su Mosul, nel nord dell’Iraq, e in Siria. Secondo Al Jazeera, le forze irachene hanno chiesto agli abitanti di lasciare le loro case e hanno dato il via ai bombardamenti con l’artiglieria pesante.

I ribelli siriani minacciano di interrompere la tregua se l’esercito governativo non smetterà di bombardare Damasco. Una coalizione di ribelli, tra cui l’Esercito Siriano Libero, ha dichiarato che interromperà il cessate il fuoco se l’esercito siriano e le milizie di Hezbollah continueranno a bombardare nelle prossime 48 ore Daraya, una zona controllata dai ribelli, dieci chilometri a sudest di Damasco.

Violente proteste in Cile durante il discorso alla nazione della presidente. In contemporanea con il tradizionale discorso sullo stato della nazione della presidente cilena Michelle Bachelet davanti al parlamento, a Valparaíso, una città a cento chilometri da Santiago del Cile, un gruppo di manifestanti ha appiccato incendi e ha distrutto vetrine. Nei disordini è morto un uomo, Eduardo Lara, 71 anni. Lara stava lavorando nel servizio di sorveglianza di un edificio pubblico ed è morto asfissiato a causa di un incendio.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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