Fabri Fibra condannato per diffamazione nei confronti di Valerio Scanu [ecco il testo della canzone incriminata]

Fabri Fibra , valerio scanu

Fabri Fibra

Non è la prima volta che il testo di una canzone di Fabri Fibra finisce per sollevare qualche polverone o polemiche anche feroci ma stavolta leggendo il testo incriminato non solo c’è la diffamazione ma ci sta tutta la denuncia e la condanna che è stata inflitta al famoso rapper nei confronti del cantante Valerio Scanu che può piacere o meno essere simpatico o antipatico non giustifica scrivere canzoni simili ma non giustificherebbe canzoni con testi simili a prescindere. Ad ogni modo il rapper dovrà risarcire Scanu e gli ha già anticipato 20.000 euro sul totale che nei prossimi mesi dovrà ancora sborsare.

Inutile la difesa del rapper secondo cui un linguaggio esplicito fa parte del mondo dei rapper.

La sentenza ha accolto nella sostanza l’impostazione del pubblico ministero Silvia Perrucci, della procura di Milano, secondo cui Fabri Fibra quale autore del brano A me di te inserito nel suo cd dal titolo Guerra e pace … offendeva Scanu. Nella richiesta di rinvio a giudizio, poi accettata dal giudice, il pm elencava anche le strofe della canzone ritenute offensive nei confronti di Scanu, lanciato come artista dal talent show Amici e vincitore nel 2010 del Festival di Sanremo. Nella canzone, pubblicata nel febbraio 2013, Fabri Fibra dice di Valerio che in realtà è una donna. Ancora: Gli ho abbassato i pantaloni e sotto aveva un tanga. E nel testo sono numerose le allusioni sessuali esplicite (molto più di quelle fin qui riportate) riferite al cantante sardo.

Ecco la parte di testo incriminata del brano A me di te

Vento in poppa, come un veliero
Vengo in bocca, come a (Valerio)
Che in verità è una donna
A me sta bene, il mondo è vario
Vladimiro era invertito,
un travestito al contrario
“Davvero?” Certo, l’ho visto a Porto Cervo
Esplodevo come a Chernobyl, dopo il suo concerto
Eravamo nel suo camerino a bere vino. Io l’ho spinto in bagno,
lui m’ha detto “In tutti i mari In tutti i laghi, non capisci, mi bagno”
Con una corda l’ho legato sul divano
Lui mi ha detto “Questa corda mi ricorda
Il mio compagno di scuola media
Si chiamava Massimo, chiavava al massimo
Una media alta, mi inculava come i Mass Media”
Gli ho risposto “Complimenti”
Gli ho abbassato i pantaloni
E sotto aveva un tanga e quattro assorbenti
Giù le mutande, liquido fuori da questo glande
Tira su tutto come le canne
Mi sono fatto Valeria Scanner

loading...
Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.
loading...

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *