Rassegna stampa dal mondo dell’11 agosto 2016

Le principali notizie di oggi da tutto il mondo.

Rassegna stampa

In Libia le milizie fedeli al governo di unità nazionale dichiarano di aver ripreso Sirte. Le milizie che combattono per il Governo d’unità nazionale (Gna), guidato da Fayez al Sarraj e appoggiato dall’Onu, hanno detto di aver preso il controllo del centro congressi di Sirte, che era nelle mani del gruppo Stato islamico. La città di Sirte è la principale roccaforte dei jihadisti in Libia, che la occupano dal febbraio 2015. Secondo alcune fonti di stampa italiane, le forze speciali italiane sono presenti in Libia, ma con funzioni di addestramento delle milizie libiche.

Nuove misure antiterrorismo in Germania. Il ministro dell’interno tedesco Thomas de Maiziere in una conferenza stampa annuncerà un pacchetto di misure per combattere il terrorismo, in risposta agli attacchi che sono avvenuti nel paese nel mese di luglio e in cui sono state uccise 15 persone. Tra le misure che potrebbe annunciare: un processo semplificato per espellere i responsabili degli attacchi terroristici e il divieto di indossare il velo integrale nei luoghi pubblici.

Elezioni presidenziali nello Zambia. Al termine di una campagna elettorale tesa e caratterizzata da violenze, nello Zambia i cittadini vanno a votare per scegliere il nuovo presidente. Il presidente uscente Edgar Lungu, del Fronte patriottico (Pf) dovrà vedersela con Hakainde Hichilema, candidato del principale partito dell’opposizione, il Partito dell’unità per lo sviluppo nazionale (Unpd).

La Russia ha dichiarato una tregua di tre ore ad Aleppo. Le Nazioni Unite, che avevano chiesto la sospensione dei bombardamenti per due giorni, hanno criticato l’annuncio di Mosca, dicendo che tre ore non sono sufficienti per distribuire gli aiuti umanitari alla popolazione della città sotto assedio. Il 10 agosto il governo siriano ha inviato migliaia di soldati ad Aleppo per rafforzare l’esercito governativo, che ha perso posizioni contro i ribelli che hanno riconquistato diverse zone della città negli ultimi giorni.

Henry Kissinger ostacolò gli sforzi degli Stati Uniti per interrompere le uccisioni di massa in Argentina. Lo rivelano nuovi documenti riservati diffusi dal Guardian. Kissinger avrebbe mantenuto legami stretti con la giunta militare, colpevole di uccisioni di massa tra il 1976 e il 1983, congratulandosi con i generali per aver “spazzato via” il terrorismo. Questa sua posizione avrebbe reso vani gli sforzi del presidente Jimmy Carter per influenzare il regime.

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Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.
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