Facebook e whatsapp
Sappiamo già che Facebook ovvero Mark Zuckerberg ha acquistato nel 2014 Whatsapp il famoso servizio di messaggistica istantanea con l’intento di aumentare il suo bacino di utenti e beneficiare della profilazione degli utenti per fornire e quindi vendere messaggi pubblicitari sempre più mirati. Non dobbiamo e possiamo stupirci, i social guadagnano dalla pubblicità e i servizi di messaggistica come Whatsapp dalla profilazione degli utenti ma ora questa intesa, per quanto le due applicazioni rimarranno sempre ben divise e distinte, si farà sentire un pò di più ma nulla di allarmante e soprattutto non credete alle bufale e alle catene di Sant’Antonio che cominceranno a circolare.
Una serie di informazioni relative a WhatsApp, come il nostro numero di telefono o gli accessi alle finestre di dialogo, verranno condivise con Facebook e con il resto del gruppo di Menlo Park. Instagram o Oculus, ad esempio. Come l’iconcina fondata da Jan Koum ha tenuto a sottolineare, non vengono coinvolti i contenuti degli scambi: la crittografia end to end introdotta in aprile impedisce a chiunque di vedere testi o fotografie in transito da un dispositivo all’altro.
Assolutamente no. Facebook potrà attingere (anche) a questi dati per inviarci messaggi pubblicitari sempre più mirati quando navighiamo sulla sua piattaforma o per consigliarci potenziali amici da aggiungere alla nostra cerchia. Potrà capitare di vedere fra i suggerimenti di Facebook il nome e il volto di una persona con cui si è appena entrati in contatto su WhatsApp. O di imbatterci sul social network nella pubblicità di un’azienda che conosce il nostro numero di telefono.
L’intenzione non è di ospitare messaggi pubblicitari classici ma di consentire, ad esempio, alla banca di avvisarci di eventuali movimenti strani sul nostro conto, alla compagnia aerea di tenerci aggiornati sul ritardo del volo che stiamo per prendere o alla pizzeria di comunicarci che il pasto ordinato sta per arrivare. La novità verrà testata nei prossimi mesi, ed era stata annunciata a inizio anno, e sembra propendere per la creazione di chat ufficiali cui potremo decidere o meno di aderire — ma che saranno anche sfruttate per inviarci consigli su prodotti o servizi da acquistare in base alle nostre preferenze.
In conclusione profilazione a beneficio della personalizzazione della pubblicità sul social network e un più generico miglioramento dei servizi. Nel secondo caso non c’è nulla da fare, piaccia o no le due applicazioni condivideranno le informazioni. Nel primo, invece, ci si può esplicitamente rifiutare. Quando l’ultima versione dell’app chiede di accettare le nuove condizioni bisogna selezionare Leggi tutto e non dare subito il proprio assenso. L’opzione Condividere le informazioni dell’account WhatsApp con Facebook va deselezionata e il gioco è fatto.

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