Rassegna stampa dal mondo del 3 settembre 2016

Ratificato l’accordo sul clima da parte della Cina.

La rassegna stampa delle principali notizie di oggi da tutto il mondo.

Rassegna stampa

Foto di Stephane Mahe, Reuters/Contrasto

La Cina ratifica l’accordo di Parigi sul clima. L’agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha annunciato che il principale organo legislativo di Pekino ha approvato la ratifica del trattato firmato al termine della conferenza mondiale sul clima Cop21, che si prefigge di limitare “ben al di sotto dei 2 gradi centigradi” l’aumento della temperatura globale rispetto ai livelli dell’era preindustriale.

Per la seconda volta Mariano Rajoy non ottiene la fiducia del parlamento spagnolo. Dopo il voto sfavorevole del 31 agosto, Rajoy è tornato davanti al congresso spagnolo per essere confermato come primo ministro. Tuttavia, con 170 voti favorevoli e 180 contrari, non è riuscito a ottenere la fiducia. Gli spagnoli potrebbero quindi tornare alle urne per la terza volta in un anno. Le elezioni dovrebbero svolgersi il 25 dicembre, ma i partiti stanno già discutendo su come anticipare il voto perché non coincida con il Natale.

Attentato nel nord del Pakistan, almeno quattordici morti. Due esplosioni avvenute in un tribunale a Mardan, nel nord del paese, hanno causato almeno quattordici morti e più di cinquanta feriti. È il secondo attentato in questa regione nel giro di poche ore. In precedenza almeno quattro persone si sono fatte esplodere in una località abitata principalmente da cristiani, causando almeno una vittima, oltre agli attentatori. Gli attacchi sono stati rivendicati dal gruppo Jamaat ul Ahrar, legato ai taliban pachistani.

Il governo uzbeco annuncia i funerali del presidente Islom Karimov per il 3 settembre a Samarcanda. Il 2 settembre l’esecutivo uzbeco ha confermato una notizia data diverse ore prima dal primo ministro turco Binali Yıldırım, che aveva annunciato la morte di Karimov in una riunione di governo trasmessa in tv. Il presidente uzbeco era ricoverato in ospedale da giorni in gravi condizioni dopo un’emorragia cerebrale. Karimov ha guidato il suo paese con il pugno di ferro fin dai tempi del crollo dell’Unione Sovietica.

Esplosione a Davao, nelle Filippine, dieci morti. Lo scoppio ha colpito un’area vicino a un hotel frequentato da turisti e imprenditori, e ha causato almeno dieci morti e una sessantina di feriti. La causa non è stata ancora indicata. Davao è la città del presidente Rodrigo Duterte, che ha lanciato una repressione durissima contro la criminalità. Le autorità hanno fatto sapere che il presidente e suo figlio, vicesindaco della città, stanno bene.

Ancora tensioni in Gabon. L’annuncio della vittoria alle elezioni del 27 agosto del presidente uscente Ali Bongo e il netto rifiuto del governo di autorizzare il riconteggio dei voti hanno scatenato violente proteste il 2 settembre nella capitale Libreville e in alcune città del nord del paese, vicino alla frontiera con il Camerun. Le forze dell’ordine hanno represso le manifestazioni con durezza. Più di mille persone sono state arrestate. Nella notte tra giovedì 1 e venerdì 2 settembre sono morte due persone, portando a cinque il bilancio delle vittime degli ultimi giorni a Libreville.

Decine di milioni di indiani in sciopero contro le politiche economiche del governo Modi. Lo sciopero del 2 settembre è stato convocato da dieci sindacati e ha coinvolto i dipendenti di uffici pubblici, e di fabbriche e banche controllate dal governo, nonché il settore dei trasporti pubblici. I lavoratori contestano in particolare la spinta verso le privatizzazioni del governo di Narendra Modi.

Nello Yemen i ribelli denunciano la morte di nove persone in raid della coalizione araba. Lo affermano i ribelli houthi attraverso un sito a loro vicino. Il bombardamento avrebbe colpito un’abitazione e tra le vittime ci sarebbero anche donne e bambini. Di recente si sono intensificati gli attacchi contro obiettivi civili da parte della coalizione guidata dall’Arabia Saudita, che ha ripreso a bombardare il 9 agosto, dopo il fallimento dei colloqui di pace patrocinati dall’Onu.

Oscar alla carriera a Jackie Chan. L’Academy of motion picture arts and sciencesha deciso di attribuire un premio onorario all’attore di Hong Kong, protagonista di una serie di film molto popolari negli Stati Uniti. L’Academy assegnerà altri tre premi alla carriera: alla montatrice Anne Coates (già vincitrice di un Oscar per Lawrence d’Arabia), al direttore del casting Lynn Stalmaster e al documentarista Frederick Wiseman.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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