Rassegna stampa dal mondo dell’8 settembre 2016

In primo piano l’Austria chiude ai richiedenti asilo, accordo Stati Uniti e Turchia per attaccare la Siria.

Ecco la nostra rassegna stampa con le notizie di oggi da tutto il mondo.

Rassegna stampa

Alessandro Di Battista e Beppe Grillo in piazza – Foto Ansa

Cambiamenti nella giunta romana dopo il braccio di ferro tra la sindaca Raggi e i vertici del Movimento 5 stelle. Virginia Raggi continua a difendere la scelta di Paola Muraro come assessora all’ambiente, nonostante sia indagata. Muraro sarà sentita dai pm la settimana prossima. Raggi ha accettato, invece, di ridurre lo stipendio del capo della segreteria, Salvatore Romeo, e di ricollocare il vicecapo di gabinetto, Raffaele Marra.

La Turchia e gli Stati Uniti potrebbero lanciare un’offensiva su Raqqa, in Siria. Ankara non esclude di partecipare a un’operazione militare al fianco degli Stati Uniti per liberare la città siriana di Raqqa dal controllo del gruppo Stato islamico. Lo annunciano i mezzi d’informazione turchi che citano il presidente Recep Tayyip Erdoğan. A fine agosto la Turchia ha lanciato un’offensiva contro le milizie curde e lo Stato islamico nel nord della Siria.

L’Austria chiude alle richieste d’asilo. Il governo austriaco ha approvato un provvedimento d’emergenza che prevede il blocco delle richieste d’asilo e 2.200 soldati schierati al confine. Il decreto avrà una durata di sei mesi ma potrà essere prolungato tre volte, informa Der Standard. Non è ancora chiaro se entrerà in vigore quando sarà raggiunto il tetto delle 37.500 richieste di asilo previsto per il 2016 o prima.

Nello Zimbabwe annullato il divieto di manifestare. La corte suprema del paeseha dichiarato illegittimo il divieto di manifestare imposto dal governo da due settimane. L’opposizione ha definito la sentenza “coraggiosa”. Nelle ultime settimane le proteste contro il governo di Robert Mugabe sono sempre più frequenti e sono sedate con violenza dalla polizia.

L’opposizione siriana svela un piano di transizione politica. L’Alto comitato per i negoziati, il gruppo formato da diverse fazioni dell’opposizione al governo di Damasco, propone sei mesi di colloqui sostenuti da un cessate il fuoco totale. Secondo il piano, il presidente Bashar al Assad dovrebbe poi cedere il potere a un governo di unità nazionale che resterà in carica per 18 mesi e organizzerà le elezioni. Ma l’attuale governo insiste sul fatto che Assad non può essere rimosso. Oggi John Kerry e Sergei Lavrov si incontrano a Ginevra per discutere di un piano di pace in Siria.

Foto: Ansa.

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Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

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