Cinzia Leone: sempre geniale, profonda e ovviamente comica come solo lei sa fare: la nostra intervista

L’attrice è in teatro con due spettacoli scritti da lei e non solo da lei.

Cinzia Leone intervista

Cinzia Leone

Preparatevi a ridere e riflettere con la divertente, esilarante e intelligente Cinzia Leone, da stasera al Teatro degli Audaci di Roma fino al 25 settembre, con lo spettacolo “Mamma sei sempre nei miei pensieri. Spostati!” scritto a quattro mani con Fabio Mureddu, che cura anche la regia e con la partecipazione di Federica Lugli.

Cinzia Leone è una virtuosa, un genio che rende la banalità, la superficialità e la goffaggine in miniere d’oro di riflessioni e comicità. Trasforma la comicità in riflessioni.

Contemporaneamente a questo spettacolo, Cinzia è in giro con un altro esilarante spaccato della società, Disorient Express.

Descrivimi un vizio e una virtù su questa tua mamma che racconti…

Non racconto assolutamente di mia mamma. Non è uno spettacolo sulle mie vicissitudini, non lo faccio mai. È uno spettacolo sulla “mammità”, cioè cosa vuol dire mamma dentro di noi. Ho creato, ovviamente, una situazione pretestuosa per raccontarlo come qualunque spettacolo. Ogni mamma passa il suo vissuto, per crescerci e, quando, diventiamo adulti rischiamo di fare e dire le cose che diceva lei. Ho scritto questo spettacolo qualche anno fa, ma è sempre un evergreen e l’ho fatto dopo essere stata ossessionata per tutta la vita dalle gocce d’acqua per terra. Lei sosteneva che il lavandino doveva essere asciutto, un controsenso assoluto, perché il lavandino è di per sé sempre bagnato, ma lei lo pretendeva asciutto. C’insegnava a mettere l’acqua nel bicchiere in un modo pazzesco, per evitare che schizzasse l’acqua dappertutto. Quando sono andata a vivere da sola, mi sono detta, ora posso buttare catini d’acqua per terra e faccio come mi pare. Una sera, invece, un mio amico a cena mi dice: “te li lavo io i piatti”. Io schizzo dalla sedia e dico: “No! Mi fai cadere le gocce per terra”. Ecco che lì ho capito tutto. Lui si è alzato. Mi ha guardato e mi ha detto:” Vai via, mamma di Cinzia. Esci da questo corpo. Liberala, liberala”.

Una genesi dello spettacolo molto divertente…

In realtà, nella vita ho capito quante volte i pensieri di mamma affiorano. Oggi, ad esempio, indosso i pantaloni a zampa d’elefante, e la mia suggeritrice evidente, che sta lì seduta sul palco che, quando improvviso e devo riprendere il filo o non mi ricordo di cosa stavo parlando, lei me lo dice, se se lo ricorda. Appena mi ha visto con questi pantaloni mi ha detto:”Guarda, con quei pantaloni te c’ammazzi”. Io l’ho guardata e ho detto:”ma t’ha detto tu’ madre”. “Sì, perché?” “Perché pure a me m’ha detto mia madre”. È un classico. “Quando pigli la metropolitana, tu che fai tanto la sgarzotina con quei pantaloni, te c’ammazzi perché inciampi dentro ai pantaloni tuoi”, diceva mia madre.

Cinzia Leone intervista

Cinzia Leone locandina spettacolo

È un ritorno continuo, una mamma sempre presente…

È un ritorno dei pensieri. In realtà, noi abbiamo 800mila giga di messaggi con 800mila giga di memoria, tutta artigliata di mamma dentro la testa, come se te la portassi dietro, tipo pen drive inserita nella testa ed è inevitabile che, durante la vita, la voce dell’amore della prima madre divenga la voce dell’amore della prima figlia, che, poi, tornerà ad essere la voce dell’amore della seconda madre.

In tutta questa odissea tra madre e figlia, si affaccia timidamente anche un padre?

Non è uno spettacolo sulla famiglia, ma solo sul rapporto tra madre e figlia. Ripeto, parla di “mammità”, di quella mamma che ci da la vita e ci cresce, che ci passa il suo vissuto. Non c’è nessuna accusa, non c’è mai colpa nel non saper amare, attenzione, questo è molto importante: perché ognuno dà all’altro, in buona fede, il proprio vissuto.

Ogni sera il tuo spettacolo è differente. Riesci a fare delle improvvisazioni comiche a seconda di quello che succede durante la serata…

Questo succede con qualunque spettacolo, è proprio la mia chiave. Il mio lavoro è tutto sulla comunicazione con il pubblico, non c’è nessun perfezionismo scenico, che è una cosa che a teatro mi annoia di più e rende meno credibile quello che fai.

Il vero rapporto, invece, con tua madre era assillante o come?

Nello spettacolo sembra assillante, ma non lo è, perché è un concentrato. Il significato dello spettacolo è la voce dell’amore di mamma che risuona, dentro di noi, come un’eco, da sempre e per sempre. È lo scoprirsi a pensare sempre, senza rendersene conto, dopo aver combattuto contro i pensieri di mamma, infatti, gli uomini sceglieranno la donna che piace a mamma e le donne sceglieranno un uomo che piace a mamma, è nella genesi del rapporto ed è soltanto una considerazione sulla quale si può riflettere e capire che, quando diventiamo adulti, dobbiamo imparare a separare i nostri pensieri da quelli degli altri, così da essere liberi di essere noi stessi. È vero, lo spettacolo fa ridere, io uso sempre la comicità per affrontare anche temi che hanno bisogno di riflettere. E per poterci riflettere bisogna riderne sennò sono inguardabili.

Sei diventata un’icona gay fin dagli esordi ne La Tv delle Ragazze, e, quindi un esempio per loro. Hai mai conosciuto qualcuno, tra le amicizie e non, che ha avuto problemi con la madre perché dichiaratosi omosessuale e che tu stessa hai aiutato?

Certo, ma non parlerei di problemi, è la storia di una realtà che, adesso, è più semplice da affrontare, ma che ha avuto le sue difficoltà per le persone che ho conosciuto, che sono tantissime amicizie, anche importanti. Io ho un rapporto fortissimo con il pubblico in assoluto, poi sicuramente sono stata e sono un’icona gay, soprattutto quando ero in televisione, molto più di adesso. Continuo, però, ad avere un pubblico molto ampio, anche con una curva molto motivata e molto tifosa di gay e li ringrazio, perché sono sicuramente più calorosi quando sono a teatro o in qualunque altra circostanza. Danno tanta forza, su questo non ci sono dubbi. Io non credo ci sia una legge di come dovrebbero essere, nulla dovrebbe essere in qualche modo. Le cose sono come sono. Siamo noi che dobbiamo trovare la maniera più intelligente per affrontarle e tirarne fuori il meglio.

Da questo spettacolo viene fuori anche il tuo istinto materno che naturalmente ha ogni donna?

Io non ho avuto figli, ma nel  mio lavoro ho un atteggiamento materno. Non è vero che una donna è completa soltanto se fa dei figli. Una donna è completa se riesce ad essere sé stessa, a proposito della crescita e di capire quali sono i suoi pensieri e, non quelli della madre, quando una volta adulti servono. Tipo la paura, le mamme sono sempre ansiose, hanno molta paura, quindi, se riesci a guardare in faccia la paura e imparare a farlo, vuol dire che si cresce. Io sono molto materna con i miei amici, con il cane e, anche, con me stessa se occorre, e, soprattutto con il mio lavoro. Forse sono molto materna nei confronti del pubblico e mi pongo, con molta serietà, il problema di dire le cose che dico, in modo che gli arrivino.

C’è un altro spettacolo che porterai in giro, Disorient Express…

Sono due spettacoli profondamente diversi, uno dall’altro, ma che hanno una loro attualità.  Disorient Express è sull’esplosione democratica e sull’eccesso di aggiornamento. Siamo talmente aggiornati che, se io dico una cosa, c’è un altro che dice che non è vero. Ciò è normale, siamo sette miliardi di persone che parlano ed è il minimo che può succedere. Forse ci potevano preparare, perché in realtà la democrazia è la migliore cosa che l’uomo possa farsi venire in mente, ma bisogna esserne all’altezza della democrazia. È una grande prova di maturità e di civiltà, la più grande che l’uomo possa attraversare.

Cinzia Leone intervista

Cinzia Leone a teatro – Foto di Federica Lugli

Sempre a teatro, ma quando ti vedremo in tv?

Questo non si sa assolutamente. Non ho idea. Per ora, io e la tv, e, sembra abbastanza evidente, siamo distanti l’una dall’altra. In verità non mi pongo proprio il problema. Io faccio le mie cose e mi sono resa autorialmente autonoma. Mi piace molto ciò che faccio e che mi viene in mente di fare, come ad esempio sui social. In televisione, se me la fanno fare, la faccio volentieri.

Non la cerchi affannosamente allora questa tv…

Diciamo che non ci cerchiamo nessuna delle due. La televisione non cerca me, io non cerco lei.

Quindi ti ami molto e ami molto anche chi ti circonda?

Con il pubblico ho un rapporto veramente meraviglioso. Se non avessi avuto loro, non avrei resistito, e, sinceramente, nessuno mi capisce come loro. Nessun altro mi capisce come loro.

Queste le prossime date:

MAMMA SEI SEMPRE NEI MIEI PENSIERI. SPOSTATI!

dal 22 al 25 settembre ROMA Teatro degli Audaci

2 ottobre FOLIGNO (PG)

26 novembre PESCHIERA BORROMEO (MI) Teatro De Sica 

1 dicembre MASSA LOMBARDA(RA) Teatro del Carmine

2 dicembre CASTEL SAN PIETRO TERME (BO) Teatro Cassero 

3 dicembre BUDRIO (BO) Teatro Consorziale 

25 febbraio 2017 BARI Teatro Palazzo

DISORIENT EXPRESS

dal 18 al 20 novembre ROMA Teatro di Tor Bella Monaca

6 maggio 2017 FORMELLO (RM) Teatro Comunale

Intervista a cura di Nicola Garofano

loading...

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *