Al cinema Neruda di Pablo Larrain con Gael Garcia Bernal

Neruda, presentato nella Quinzaine des réalisateurs del Festival di Cannes lo scorso maggio, è molto di più che un film biografico.

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Il poeta cileno premiato col Nobel per la letteratura nel 1971 è uno dei poeti più amati di tutti i tempi. La pellicola però va la di là della semplice biografia del personaggio di Neruda è, come lo ha definito il suo regista, un anti-biopic, ovvero una commedia nera, un film noir degli anni Quaranta e Cinquant. E’ una sorta di poema su Neruda, realizzato con la voglia di sognare che lui avrebbe potuto leggerlo.

Neruda racconta un momento in particolare della vita del poeta: mentre cercava di nascondersi dalla polizia di Videla, che lo voleva arrestato come gli altri membri del partito comunista cileno. Poi la  fuga attraverso le Ande,  braccato dal poliziotto interpretato da Gael Garcia Bernal. Per Larraín era impossibile riuscire a racchiudere questo grande uomo in un film di poche ore, per cui ha afferrato e colto il momento forse più incisivo per la crescita stessa di Neruda, una fuga che lo ha trasformato e reso diverso, regalando al grande pubblico una parte delle vita di Neruda senza narrarla in maniera classica e noiosa. Inoltre non ha voluto scindere in questo caso la figura del poeta da quella del politico, che per Lorraine sono indivisibili e impossibili da pensare l’una senza l’altra.

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