Loredana Errore, il grande ritorno della “Ragazza occhi cielo”: la nostra intervista


L’attesa è finita, non solo per gli “Errorini”. Dopo quattro anni e dopo essersi rialzata da un bruttissimo incidente autostradale, arriva “Luce infinita”, terzo album di una delle migliori cantanti esordienti, Loredana Errore.

Nove brani, tra cui due cover, Per amarti di Mia Martini e Dio come ti amo di Modugno, dalle intense melodie profonde e piene di anima e Loredana sceglie un percorso più diretto al cuore, avvolto da chitarre e ritmi rock-friendly con le sue bellissime performance vocali in cui è espressiva, chiara, potente, fuori dai soliti canoni standard che girano adesso in Italia, un vero potente pugno di emozioni. Passione e purezza in ogni brano che presto ascolteremo dal vivo.

Loredana Errore intervista

Loredana Errore copertina album

Sulla copertina del disco, Luce infinita, c’è un tuo primo piano con un occhio truccato e l’altro no. Che cosa rappresenta questa dualità?

C’è una spiegazione ben precisa. Sono le due energie, il bianco e il nero che sono complementari a loro volta. Sia l’uno sia l’altra attingono forza nei momenti più diversificati e nel periodo del mio incidente e, tutto quello che è avvenuto conseguentemente, è stato un periodo abbastanza particolare e ho voluto identificarlo come un periodo buio, che dal bianco ha preso molta luce per poi far sì che ci sia stata questa luce infinita racchiusa in quest’album. L’altro occhio, che non ha alcun colore, rappresenta la purezza e tutto quello che è incontaminato.

Nel video del tuo primo singolo, Nuovi Giorni da vivere, si vedono delle scene abbastanza forti, che rappresentano il tuo incidente. Ti faccio una domanda di taglio. Dai social conosciamo subito chi sono i nostri detrattori. Come vivi alle prese con loro sui social e cosa risponderesti se ti accusassero di strumentalizzare il tuo incidente per avere più successo e visibilità…

È vero sui social c’è chi dice e chi non dice. C’è chi dice anche abbastanza pesantemente. Questo è un dato di fatto. Sul mio video, di messaggi conseguenti che possano incolparmi di esibizionismo, chiamiamolo così, non ne ho letti. Se mai dovesse uscirne qualcuno, sarei ben pronta e preparata a rispondere quello che è opportuno. Alla fine sta nella delicatezza e nell’educazione e nell’aurea di ognuno di noi. È normale che, secondo me, chi uscisse con uno sproloquio offendendo, già, a mio modesto parere, non è molto appetente per una conoscenza e quant’altro, però ciò non toglie che sarei ben disponibile a rispondere, però ripeto è tutto abbastanza soggettivo.

Il video da chi è stato diretto e chi l’ha ideato?

Il regista è Stefano Bertelli. Nato da una volontà e da un’idea partita dalla produzione di Carlo Avarello. Un giorno ci siamo confrontati sul mio nuovo singolo, Nuovi giorni da vivere, e durante le decisioni, si sa, si discute molto su cosa scegliere, ma questo singolo è stato proprio un dono, una cicogna, con tutti quei termini e quelle parole che facevano benissimo immaginare quello che poteva essere il mio incidente, e, i giorni che mi hanno portato a desiderare questi nuovi giorni da vivere. Perché è tutto un puzzle, un composit che si compone avendo come luce ed energia una totale fiducia in quelli che sono veramente i giorni che si vivono e la fiducia nel male che “si sta affrontando” perché una paralisi non è del tutto rosea, per esperienza personale, dico che tutto quanto fa parte di una luce che mi ha portato, a oggi, di nuovo a desiderare di cantare, a desiderare Sanremo e tanto altro ancora. Questo video è il diamante che mi rappresenta oggi, non tralasciando quello che è successo ieri, perche è molto importante, perché ritengo che anche il mio aspetto “fisico” abbia subito qualche modifica ed è giusto che mi ripresenti al pubblico con la stessa verità con cui mi hanno conosciuta.

Questo incidente ti ha fatto avvicinare a Dio o già credevi e avevi una tua fede personale?

Credevo anche prima, solo che questa fede personale, da essere umano e da peccatrice, non dico che vacillasse, però ha sempre avuto bisogno di conferme e di un dialogo, per fissare e sperimentare, sempre di più, quelle che erano le voci del mio cuore e della mia vocazione. Grazie a questo contatto, fin da bambina, ho potuto appurare e fare, dei miei errori, un punto di partenza non abbattendomi e pensando che la forza di Dio sarebbe stata sempre quella più assoluta. Non è facile, però, ti dà l’apporto massimo di aiuto. Quello che è successo a me è stato un vero e proprio miracolo, perché avevo il 95% di paralisi irreversibile.

Invece, hai un “salvatore” nella musica che è Carlo Avarello. Sei passata dalla Sony alla sua etichetta, l’Isola degli Artisti. Come lo hai conosciuto e cosa ti ha detto per convincerti a entrare nella sua squadra?

È nato tutto da una mia partecipazione a Buon Compleanno Mimì, nel 2015, dove cantai “Per Amarti”. Conoscevo il presidente Enzo Adriani e praticamente Carlo era lì con il suo team. E lì nacquero lo sguardo, il sorriso, nulla di più. All’epoca avevo degli impegni professionali e non potevo guardare oltre, ma una volta terminato quello che stavo portando avanti, l’ho cercato e ho cercato di capire e siamo stati molto felici di creare questo sodalizio musicale e artistico. Abbiamo firmato un contratto, da cui ho partorito Luce Infinita e che, mi auguro, sia conosciuta da molte persone.

Come mai hai scelto, in questo disco, di non mettere dei brani scritti da te. Credo che tu ne abbia…

Non mi sento ancora sicura. Ho bisogno ancora di alcune conferme. Sto ancora studiando e catturando delle informazioni e, soprattutto, sto creando degli spazi, dove concentrarmi su questo passo successivo. Firmare e volere un altro album, per me non è stato tanto faticoso o tanto atteso. È stato proprio il momento in cui doveva accadere. Un giorno prima, magari, non pensavo minimamente di chiamare o partecipare anche a Buon Compleanno Mimì, che è stata una bellissima occasione, perché io ero ancora fresca dell’incidente ed ero più debole di oggi. Quella partecipazione mi ha dato molta fiducia e autostima, rincontrando molti dei miei fan. Da lì è nato tutto gradualmente, nessuno penso si sia intestardito o abbia fatto chissà quali battaglie per raggiungere questo risultato. Aspettavo solo il momento decisivo e, quando me la sono sentita, mi sono detta: “Va bene Loredana, iniziamo e che luce infinita sia!”

In questo disco c’è anche una perla scritta da Franco Califano, Convincimi. Com’è arrivata a te? E che significato personale dai a questo brano?

È stato tutto un lavoro di studio e siccome non credo alle coincidenze, vuol dire che dovevo cantarla io, non si può spiegare altrimenti. Penso sia un brano molto vicino a me, parla di Dio e di questa richiesta a voler essere convinti che la vita vale la pena di essere vissuta, anche nei momenti poco gioviali e poco sereni. È duro farlo capire, questo è il punto della vita, più ce ne rendiamo conto e più potremmo vivere serenamente altre situazioni che devi per forza vivere.

In questo disco hai voluto premiare chi ti è stato accanto, quindi Carlo Avarello con Per amarti. Con Dio come ti amo il format Amici che ti ha dato popolarità. Come ricordi quell’esperienza?

Amici è stata un’esperienza che mi ha consacrato. Mi ha aperto un mondo. Mi ha fatto sentire protetta, combattente, sognatrice, figlia, compagna, amica, sorella. Ho provato tante emozioni che traggono forza dall’umano e ho trovato l’energia per metterla nella mia vita artistica. Amici, per una ragazza di venticinque anni che, magari, cerca una realtà, è stata veramente l’apoteosi. Ogni giorno si studiava e c’era lo stimolo di cantare la settimana successiva, era tutto concentrato su quella canzone. Era pazzesco quando c’era l’incontro con Maria che vedevamo da un teleschermo e che, prima di allora, sicuramente era improponibile che si riuscisse a incontrarla. E ancor di più perché in Amici la musica ha cambiato le regole, di quelle che sono le possibilità, non solo per i giovani, ma per tutti, di farsi conoscere e vedere e avere la possibilità di incontrare un pubblico. Ad Amici c’è stato tutto questo, e, io ringrazierò sempre Maria De Filippi, una professionista cui devo veramente tanto. Da Amici è nato tutto e mi ha aperto tante porte. A oggi porto ancora la sua luce da quest’esperienza, con luce infinita.

Tu avevi già fatto qualcosa prima di Amici. Dei concorsi, pianobar…

Qualcosa, ma mai a questi livelli. Vorrei citare una località che mi ha aiutato molto e da cui partivo per fare i provini per Amici, Lampedusa, che è stata una parte della mia vita, non importante, ma importantissima, che mi ha dato la forza e l’energia di fare il provino. Anche se mi era stato suggerito da mia madre: “Loredana dai, fai questo provino, prova un po’… vedi un po’… perché tanto il prossimo anno avrai ventisei anni e non potrai più farlo”. All’epoca vivevo a Roma e una volta fatto il provino sono andata nuovamente a Lampedusa, dove ho cantato per una stagione fino al 26 settembre, fino a quando mi hanno confermato ad Amici.

Meno male che ci sono le madri allora…

Quello sempre.

Seguirà un tour…

Sicuramente ci sarà una parte live di questo lavoro e ben presto saranno comunicate le date sui miei social.

Hai qualche idea scenica che vorresti anticiparmi?

Ne ho tante d’idee che si concentrano sull’essenzialità, però non ho ancora l’idea pratica per parlarne. Un giorno immagino il mio live veramente con molte essenzialità, con molte scene, non so come dire, fumi… non posso parlarne adesso, però è l’idea che porto da tanti anni, da quando sono bambina per dire.

Penserai di mettere qualche cover nel live…

Quello senz’altro. C’è ancora da lavorare e c’è un lavoro mio dietro fatto di album, come L’Errore, Ragazza occhi cielo, Pioggia di comete. Dei lavori molto, molto belli che si aggiungeranno a quest’ultimo, Luce infinita.

Loredana Errore

Loredana Errore

In molti hanno notato che la tua voce sembra più favolosa, bella matura, anche dal nuovo singolo si desume. Hai notato anche tu questa differenza o la trovi sempre uguale? O stai facendo degli esercizi particolari?

In tal senso, ho sempre asserito una cosa che, l’aspetto umano, cammina molto con l’aspetto vocale. Gli elementi, poi, per tenere a bada, per non restare vittima e soggiogati da questi eventi, è sicuramente la disciplina, lo studio e il metodo che, ognuno di noi, deve trovare. Non sto facendo nessuno studio, è solo il frutto forse di una tigre con qualche graffio, magari in viso, come un’immagine mastodontica con qualche graffio, potrebbe essere questo.

Infine, una mia curiosità personale. Hai fatto diversi duetti, tra cui quello con Lucio Dalla. Puoi raccontarmi questa tua esperienza?

Meraviglioso. Non me lo aspettavo. Ebbi l’onore di incontrarlo per la prima volta alla sala 9 all’interno di Amici dove ci allenavamo. Ero lì, ma ero sicuramente un po’ traslata da quella presenza, come mi accade spesso in campo artistico e di fronte a delle persone così grandi. Era tutto metafisico, ho questo ricordo suo che mi guardava e guardava ed io guardavo lui. Voleva, forse, dirmi qualcosa, qualche parola qua e là, però era come se parlassimo con gli occhi. Dopo l’esibizione, lui ebbe questo grande slancio di altruismo nei miei confronti, dicendo: “Si canta così… si canta così… si canta così…” Questo va oltre. Per me è uno degli idoli tra gli artisti italiani.

Intervista a cura di Nicola Garofano.

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