Rassegna stampa dal mondo del 5 dicembre

In primo piano il risultato del Referendum in Italia.

La rassegna stampa delle notizie di oggi da tutto il mondo.

Rassegna stampa

Matteo Renzi verso le dimissioni. Il presidente del consiglio ha annunciato che oggi pomeriggio convocherà il consiglio dei ministri e quindi salirà al Quirinale per rassegnare le dimissioni, dopo che la riforma costituzionale presentata dal governo è stata respinta in un referendum il 4 dicembre. I dati definitivi dello scrutinio mostrano che il no ha ottenuto il 59,1 per cento dei consensi, mentre il sì si è fermato al 40,8 per cento. L’affluenza è stata del 65,4 per cento.

Il premier francese Manuel Valls annuncerà la sua candidatura alle presidenziali del 2017. Valls ha convocato una conferenza stampa alle 18.30 a Evry, il suo seggio parigino. Dopo che il presidente uscente François Hollande ha annunciato che non si ricandiderà per un secondo mandato, non ci sono dubbi sulle intenzioni di Valls di candidarsi, secondo l’agenzia Afp.

Il candidato dei verdi Van der Bellen ha vinto le presidenziali in Austria. Milioni di austriaci hanno votato oggi per eleggere il prossimo presidente tra il candidato del Partito della libertà (Fpö) Norbert Hofer e il candidato dei verdi Alexander Van der Bellen. Secondo la tv di stato Orf, Van der Bellen risulta in vantaggio con il 53,6 per cento dei voti nei seggi scrutinati. Il candidato di estrema destra Norbert Hofer con un post su Facebook ha fatto i complimenti a Van der Bellen per la vittoria. I risultati delle elezioni tenute lo scorso maggio erano stati annullati dalla Corte costituzionale per irregolarità nello spoglio.

Si è dimesso il premier neozelandese John Key. Le sue dimissioni, arrivate a sorpresa, sono state motivate da ragioni familiari. “Si tratta della decisione più difficile che abbia mai preso e non so cosa farò in seguito”, ha dichiarato Key in conferenza stampa. Il partito di centrodestra National party si riunirà nei prossimi giorni per eleggere il successore di Key.

Almeno ventiquattro persone sono morte in un incendio durante un concerto ad Oakland in California. L’incendio è scoppiato alle 23.30 (ora locale) del 2 dicembre in un locale durante un concerto di musica elettronica. Secondo fonti televisive locali oltre alle vittime ci sarebbero vari dispersi e circa cinquanta persone si trovavano all’interno dell’edificio, che non è progettato per ospitare concerti ma per ospitare studi di registrazione. La polizia teme che il bilancio dei morti possa salire fino a quaranta vittime.

L’Uzbekistan al voto per eleggere un nuovo presidente dopo la morte di Islom Karimov. Il presidente ad interim e primo ministro Shaukat Mirziyoyev, sostenuto dai leader dei paesi confinanti, è il favorito per la vittoria grazie ai “mezzi amministrativi” a sua disposizione. Gli altri tre candidati rappresentano una sfida debole in un paese in cui il risultato elettorale ha spesso avuto percentuali plebiscitarie. Il presidente Islom Karimov morto il 2 settembre 2016 ha guidato il suo paese con il pugno di ferro fin dai tempi del crollo dell’Unione Sovietica.

In Vietnam almeno tredici persone sono morte a causa di un’alluvione. Le piogge torrenziali iniziate alla fine di novembre hanno colpito il centro del paese, uccidendo tredici persone di cui sei nella provincia di Binh Dinh e quattro nella provincia di Huang Ngai. Tre bambini della provincia di Quang Nam sono stati dichiarati dispersi. Più di diecimila abitazioni sono state sommerse. In totale, dallo scorso ottobre le alluvioni hanno provocato 65 vittime, sommerso 200mila abitazioni e danni per 290 milioni di euro.

Una sparatoria provoca tre morti a Imatra, in Finlandia. Una politica locale e due giornaliste sono state uccise in una sparatoria intorno alla mezzanotte del 3 dicembre di fronte ad un ristorante nella località di Imatra, nella Finlandia orientale. Un ventitreenne con precedenti penali è stato fermato dalla polizia. Le motivazioni del gesto sono ancora poco chiare. Una delle tre vittime, Tiina Wilen-Jappinen, presiedeva il consiglio comunale della città.

Decine di migliaia di indonesiani hanno manifestato a Jakarta per la tolleranza. La manifestazione a favore dell’unità nazionale è stata organizzata in risposta alle proteste guidate nelle scorse settimane contro il governatore cristiano di Jakarta Basuki Tjahaja Purnama, accusato di blasfemia da gruppi musulmani conservatori per alcune sue affermazioni sul Corano. Il governo indonesiano ha affisso cartelli nelle strade della capitale per invitare i cittadini all’unità nazionale.

Blogger, articolista. Sono un appassionato di televisione in genere con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle. Sono un appassionato di lettura, cinema e adoro in modo sconfinato i gatti.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.