Intimistico live di Giulia Mazzoni al Divino Jazz Festival: la recensione di una serata intensa

Giulia Mazzoni live

Giulia Mazzoni

La quarta serata del XII Divino Jazz Festival 2016 si è svolta nel caratteristico e incantevole Museo Emblema di Terzigno di Napoli, iniziata con il pianista Andrea Rea accompagnato da Aldo Capasso al contrabbasso e Gianluca Brugnano alla batteria.

Giulia Mazzoni, invece, è arrivata trafelata da Bologna, dopo aver suonato in diretta uno dei suoi meravigliosi pezzi allo Zecchino d’oro. La compositrice e pianista toscana, riconosciuta a livello internazionale come una delle musiciste più dotate della sua generazione, vincitrice del Premio Ciampi 2013 nella categoria “Migliore cover di Piero Ciampi”, è stata accolta da un forte applauso e ansiosa di arrivare al pianoforte a coda situato al centro di una delle stanze del museo, ha salutato il pubblico e ha iniziato a raccontare le belle storie che descrivono la genesi dei suoi brani. Comincia così uno dei più interessanti concerti del festival, con il brano Room 2401, che dà il titolo al suo secondo e ultimo album, nato in una stanza d’albergo a Chicago dove ha ritrovato se stessa e la voglia di continuare ancor di più con la sua musica. Ha cominciato a suonare seduta curva sopra la tastiera, sorridendo a se stessa ma intensa e quasi ignara del pubblico che, in religioso silenzio, ascoltava le vibranti noti suonate con vigorosa intensità e sensibilità. La pura potenza delle prime note, che hanno riempito l’intera sala, ha segnato l’inizio di una fenomenale notte di musica per pianoforte.




Momenti di pathos, indescrivibili, anche nel secondo brano eseguito Winter’s Dream, composizione nata da una sua passeggiata sul Lago Michigan di Chicago, in una gelida giornata, e il suo cammino, come descritto anche sul booklet del cd, era “accompagnato dal suono del ghiaccio che scricchiolava accarezzato dai raggi del sole e il canto del vento che sembrava sussurrarmi una melodia dal ritmo sostenuto e profondo.”  Continua il live con altri brani racchiusi in Room 2401, Wishes, Ellis Island e la straordinaria composizione di Rebel Muse, dedicata a tutte quelle donne che “hanno cercato, racconta Gulia Mazzoni, di far ascoltare la propria voce e le proprie idee nel mondo dell’arte, della letteratura, della politica, etc. A volte ci sono riuscite, altre no. Volevo celebrare le muse ribelli che sono riuscite in  passato ma anche quelle di oggi, che cercano, tutti i giorni, di poter fare ascoltare e realizzare le proprie idee e i propri sogni.”

Arriva Giocando con i Bottoni, title track del suo primo album, che riguardava il mondo dell’infanzia di Giulia, un grandissimo successo che l’ha portata a fare anche alcuni concerti in Cina, ed è lì che è nata, In Your Eyes, un altro brano che Giulia ha eseguito con un’enorme carica emotiva. Giulia racconta: “Dedicato ad una bambina che, in un concerto a Wuhan, prima d’iniziare a suonare, stava in prima fila, l’ho guardata e mi ha sorriso e da lì è iniziato il viaggio che ho fatto con loro e che continuo a fare con le persone. Io non faccio musica per me o per gli altri, faccio musica con le persone. Per me la musica è condivisione con gli altri.”

Giulia Mazzoni live

Giulia Mazzoni

Fiore all’occhiello, dell’album Room 2401, è il duetto eseguito insieme al grande compositore Michael Nyman, The Departure, che il musicista ha riscritto per piano a due, brano che fa parte della colonna sonora di Gattaca.

Con Dinosaur on a cheese Planet, che racconta di un sogno strano e surrealista, Giulia esplode con  il suo virtuosismo mozzafiato ed è stato bello vedere le sue dita correre su e giù per le scale con impressionante abilità e  le sue mani saltare attraverso la tastiera del pianoforte con perfetta precisione.




Esegue poi due brani noti, Get Lucky e Truman’s Sleep, fino ad arrivare al brano Piccola Luce, che proporrà anche per l’acclamato bis. Questi ultimi tre brani sono stati inclusi come bonus track nel suo album Room 2401.

Un album dai brani di linea melodica, malinconici anche, ma che lentamente si dissolvono in una fantasia onirica, la padronanza di Giulia Mazzoni sul pianoforte è stata evidente in questa fredda notte napoletana. Le sue prestazioni hanno dimostrato, non solo il suo virtuosismo tecnico, ma anche la sua eccezionale profondità espressiva e poetica. Per quell’ora, tutti i presenti al Museo Emblema sono stati affascinati dalla sua musica per piano solo.

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