Foto di Nicola Garofano
Un grande successo di pubblico al teatro Trianon di Napoli per lo spettacolo Novecento Napoletano, è stato come aprire un cassetto pieno di ricordi e rovistando sono usciti i grandi capolavori della canzone napoletana tradizionale, A Marechiare (1886), Nuttata ‘e sentimento (1908) quelle forti di una letteratura dialettale verista, che descrivono i drammi d’amore dei vicoli con linguaggi ricchi ed espressivi con sfumature emozionali o raccontano della malasorte di aver incontrato donne crudeli e traditrici o che immortalano la bellezza naturale dei luoghi in cui vive l’autore, come ‘O paese d’o sole (1925).
I poeti napoletani hanno saputo cogliere i sentimenti più disparati e lo spettacolo Novecento Napoletano è fatto da tanti comparti che racchiudono i vari attraversamenti della canzone napoletana, da quella verista a quella dell’avanspettacolo, dalla religione popolare come i battenti, o fujénti, della Madonna dell’Arco alla sceneggiata, e così il palco si anima di lazzari e scugnizzi che sguazzano tra coppie borghesi, di posteggiatori e popolane, una compagnia di oltre quaranta artisti tra attori, cantanti e musicisti, con il capocomico Maurizio Casagrande, in scena Antonio Murro, Susy Sebastiano, Franco Castiglia, Fiorenza Calogero, Raffaela Carotenuto, Laura Lazzari, Marianna Liguori, Matteo Mauriello, Gennaro Monti, Salvatore Meola, Cristian Moschettino, Massimo Salvetti e Daniela Sponzilli.
Il balletto è composto da Tonia Carbone, Carmine Rullo, Priscilla Avolio, Andrea Cosentino, Alfonso Donnarumma, Antonio Piccoli, Eliana Virgili e Susy Marino.
I posteggiatori sono Alessandro Tumolillo, Antonio Gagliotti eAntonello Guetta.
I pescatori di Mergellina Ciro Chianese e Giovanni Todisco.
La banda vede Alfonso Acquisto al trombone, Gregori Galatan e Michele Auriemma alle trombe, Arcangelo Terracciano al sax, Pasquale Albano al rullante e Antonio Ricci alla cassa e ai piatti.
Ogni cantante ha una sua impronta vocale, delle sorprendenti bellissime voci come quella di Antonio Murro o dell’acquaiola Fiorenza Calogero che si esibisce in ‘A tazze ‘e cafè (1918), per me la prima canzone napoletana che ho ascoltato da piccolo, o delle voci di Raffaela Carotenuto e Salvatore Meola, grandi interpreti che hanno reso lo spettacolo straordinariamente accattivante e animante, condotti da un incredibile Maurizio Casagrande, il Virgilio dantesco che, con la sua creatività attoriale, ha guidato gli spettatori nella canzone napoletana dando vita a un sottile passaggio tra drammaticità, quando legge la lettera di un emigrante deluso e scontento di essere andato in America e comicità, nella macchietta avanspettacolo Sciuldezza bella.
Nato da un’idea di Lello Scarano e Bruno Garofalo, quest’ultimo anche scenografo, regista, e autore con Angiolina Campanelli e Raffaele Esposito, lo spettacolo va in scena con un nuovo allestimento esclusivo prodotto da Immaginando e Pragma di Rosario Imparato e Mario Minopoli.
Gli arrangiamenti musicali sono stati curati da Tonino Esposito. Direttore musicale è Ciro Cascino. I costumi straordinari sono firmati da Mariagrazia Nicotra, le coreografie da Enzo Castaldo e le immagini videografiche da Claudio Garofalo.
Continua, intanto, la campagna abbonamenti del teatro del popolo, che propone una nuova formula di abbonamento che consente di scegliere liberamente sette spettacoli tra i sedici programmati nel cartellone. Gli abbonamenti possono essere acquistati presso il botteghino del teatro (aperto tutti i giorni: dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 19; la domenica dalle 10 alle 14), o nelle prevendite convenzionate riportate nel sito www.teatrotrianon.org. I prezzi partono da 100 euro.
Foto di Nicola Garofano
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