Resident Evil 6 : Recensione

EVOLUZIONE DEL GENERE

La saga di Resident Evil è senza dubbio una delle più amate e criticate della storia videoludica. Il primo capitolo risale all’ormai 1996, fù anche il capostipite che diede via al genere survival horror. Il successo di questo  brand però è dovuto in parte ai cambiamenti che Capcom ha inserito nella serie, cambiamenti che sono iniziati esattamente dal quarto capitolo della serie. Resident Evil 4 ha rappresentato per molti il miglior capitolo di tutta la serie mentre per altri l’abbandono all’horror è stato solo l’inizio della distruzione di un brand che sembra aver toccato la punta dell’iceberg con il quinto capitolo. Resident Evil 5 infatti si presentò al pubblico come un vero e proprio TPS ( third person shooter ) che inseriva per la prima volta la modalità coop a due giocatori nella storia principale. Subito dopo l’uscita di Resident Evil 5 i giocatori hanno cominciato a chiedere a gran voce un nuovo capitolo che li accontentasse. Dopo tanti rumors che si sono susseguiti in questi anni, l’annuncio di Resident Evil 6 c’è stato. Purtroppo ancora una volta i fan si sono divisi e questa volta sono più agguerriti che mai.

Prima della recensione parto col dire che questo Resident Evil 6 non è più un survival horror, ma un TPS con tematiche horror.

Ricordate quando Capcom disse che questo nuovo capitolo sarebbe stato il più grande Resident Evil di sempre? Rispondiamo noi dicendovi che è davvero il più grande di sempre, il gioco si è preso la durata di ben 3 giorni per essere portato al termine, le campagne sono quattro e ognuna possiede i propri protagonisti con le proprie atmosfere.

RIMPATRIATA DI RACCON CITY ?

La storia propone a tutti gli effetti i migliori protagonisti della saga di Resident Evil gli unici a mancare all’appello sono Jill Valentine e Claire Redfield, vista la complessa trama del gioco sembra più che normale implementare i giusti protagonisti che sono : Leon S. Kennedy, Sherry Birkin, Chris Redfield e Ada Wong. Oltre a questi protagonisti ci sono anche delle new entry che sono : Piers Nivans, Helena Harper e Jake Muller.

Visti i molti personaggi onestamente ci aspettavamo che la storia avesse riscontri monotoni oppure che cadesse nel ridicolo, invece no Capcom è riuscita a creare una trama talmente complessa che terrà incollati per giorni sullo schermo del televisore.

Le new entry sono state caratterizzate davvero bene primo su tutti il nuovo protagonista Jake Muller, che rappresenta a tutti gli effetti il figlio di Albert Wesker, e che forse potrebbe essere anche colui che rappresenterà i prossimi capitoli della serie.

TECNICAMENTE ORRENDO SI O NO ?

Giudicare il lato Tecnico di Residente Evil 6 è un impresa non da poco. Il gioco, vista la sua enorme longevità e la sua grande spettacolarità, ha raggiunto molti compromessi non da poco. Primo su tutti le texture ambientali che sono a livelli di Playstation 2, mentre invece i protagonisti sono curati con una cura a tratti maniacale che li avvicina per poco a persone reali, alcuni degli effetti visivi che hanno impressionato sono l’acqua e il sudore sul corpo dei protagonisti, l’esempio maggiore è con Leon, molto spesso saremo costretti a nuotare e una volta usciti fuori dall’acqua rivedremo il protagonista con i vestiti e il volto bagnati ma questo è solo uno dei tanti compromessi alla quale gli sviluppatori hanno dovuto ricorrere per rendere il titolo fluido, il gioco si attesta sui 25 o 30 fps al secondo, proprio a causa delle texture il gioco e privo di cali di framerate.

EPICO OPPURE HORROR ?

Resident Evil 6 purtroppo non è horror ma un qualcosa di più grosso alla quale Capcom sembrava ispirare da anni e che forse a causa della poca potenza hardware delle console ha sempre desistito. Il gioco trae molto ispirazione dal cinema action con fughe e corse in moto spettacolari in tutti sensi, per non parlare delle situazioni in cui ci trova ad’inseguire determinati boss oppure infetti; il tutto a volte potrebbe leggermente annoiare visto l’alto numero dei quick time event in scene d’intermezzo.

Un gran applauso va fatto però a tutto il team di Capcom per aver creato dei boss che fino ad’ora toccavano l’impossibile in un gioco, lunghi e certamente non noiosi ma sopratutto ricchi di inventiva per le situazioni nella quale si affrontano che ancora una volta strizzano molto l’occhio al cinema hollywoodiano, fra questi segnaliamo il boss finale di Jake che ha tratti mastodontici e che mette in risalto la dote dello stesso in un combattimento epico e violento. Questi sono solo alcuni dei tantissimi boss che ci sono nel gioco che richiederanno una gran tattica nell’essere affrontati.

LE ATMOSFERE SONO HORROR ?

Le campagne come già detto sono 3 più quella di Ada sbloccabile dopo aver terminato le tre principali.

Se ricordate Capcom aveva premuto molto sulla campagna di Leon dicendo che sarebbe tornata alle origini con una degna atmosfera horror. Diciamo che l’atmosfera c’è solo in alcuni momenti ma per il resto hanno voluto rendere il gameplay leggermente più “calmo”rispetto alle altre campagne.Il gameplay infatti presenterà molti enigmi che poi con l’arrivo del quarto capitolo della storia si perderanno.

Il primo capitolo ricalca molto Raccon City, mostrandoci l’intera città in panico con persone che scappano in’auto oppure sopravvissuti rinchiusi nelle case a sparare agli zombi, il tutto avviene mentre giocate e non tramite una cutscene, dobbiamo dire che il lavoro svolto è ottimo, ne vedrete delle belle con Leon che secondo me rimane la miglior campagna del gioco.

Chris e Jake invece sono due gameplay che per certi versi sembrano uguali, solo che Jake farà molto più uso delle abilità corpo a corpo che avranno movenze al limite della spettacolarità. Il grosso difetto della storia di Jake è proprio la fuga che potrebbe essere abbastanza noiosa nei primi due capitoli ma che pian piano comincia a riprendersi, proprio in uno dei primi capitoli Capcom ha inserito una fase stealth che vorrebbe fare beffa a Metal Gear, gli sviluppatori si sono forse accorti che era talmente noiosa tanto da farla durare giusta qualche 10 minuti in tutto il gioco. Il personaggio che ha tratto sicuramente molta curiosità è stato l’Ustanak, definito da molti e anche da me il nuovo Nemesis, chiaramente non mette l’angoscia del suo predecessore, ma dà un’ottima idea di cosa significhi la persecuzione e la fuga. Come già detto sopra la campagna si riprende molto bene negli ultimi 3 capitoli, con spettacolari fughe ma sopratutto una boss fight finale che potrebbe ricordarsi a lungo andare in un Resident Evil e che a suo modo strizza l’occhio ai primi tre capitoli.

La campagna di Chris non è molto diversa da quella di Jake, le differenze possono essere che la coppia di protagonisti non è in fuga ma bensì è intenta a liberare una città cinese sotto attacco bioterroristico. In questa campagna la prima cosa che salta all’occhio è la presenza di un intero squadrone militare che accompagnerà i protagonisti nei primi capitoli. Anche qui sembra che Capcom abbia voluto copiare un pò troppo Gear of War alternando grandi inseguimenti e sparatorie al limite dell’impossibile, abbiamo notato però che la campagna di Chris non dà molte risposte alla storia principale ma bensì è molto più focalizzata sul protagonista, che si trova in una situazione di stallo dopo aver perso memoria a causa di un trauma celebrale. Ottimo anche Piers Nivans forse il miglio partner del gioco, che offrirà un grande appoggio a Chris nei momenti più duri di tutta la campagna. Anche qui il finale è spettacolare e dobbiamo dire che lo sfoggio registico applicato da Capcom aveva fatto pensare ad un’altro finale che forse sarebbe stato più che giusto ma sembra che Capcom non voglia abbandonare ciò che ha creato e coltivato in questi anni.

La campagna di Ada risulta la più controversa del gioco ma anche forse quella che più riesce a stare al passo con quella di Leon. Anche qui sembra che Capcom abbia voluto ricreare un ritorno alle origini, creando questa volta molti puzzle che sembrano complessi ma che alla fine la loro risoluzione è molto semplice. Inutile dire che poi verso gli ultimi capitoli tenderà a diventare un TPS come le altre storie, con un finale non spettacolare ma adatto a chiudere tutti i dubbi sulla storia e svelarne altri che per fortuna trovano il giusto risvolto in fretta.

MERITA OPPURE NO?

Per concludere Capcom è riuscita nell’intento di creare il più grande Resident Evil mai fatto ma è anche vero che purtroppo non è più quello che conoscevamo, certamente se fosse stato come i sui predecessori il gioco avrebbe ricevuto critiche esagerate ma onestamente la svolta action prima o poi doveva arrivare e questo gli sviluppatori lo hanno ribadito più di una volta, anche io rimango del parere che la svolta in un brand deve pur esserci, non possiamo pretendere che il gioco rimanga troppo attaccato alle sue radici, bisogna svecchiare un titolo non invecchiarlo e farlo finire in un dimenticatoio. Poi in questi giorni ho letto commenti ma sopratutto ho visto video su internet di persone che attaccavano il gioco definendolo un mediocre TPS, che per lo meno a noi che abbiamo giocando, tutto è sembrato tranne che mediocre, la telecamera può dare problemi ma se critichiamo un gioco dalla telecamera, ragazzi stiamo alla frutta per non dire anche alla verdura.

Il gioco chiaramente non è esente di difetti ma sono quei difettucci sulla quale qualsiasi giocatore ci passerebbe sopra. Rammento che il nostro voto non è giuridico e tanto meno non abbasseremo il voto perchè non è più un survival horror, fatevene una ragione e oltre alle critiche altrui provatelo anche voi, perchè il gioco 70 euro ci vale e posso dire che è uno dei pochi in questa generazione che veramente vale tutti i soldi spesi.

VOTO: 9.0

PRO

Spettacolare in tutti i sensi, con boss fight e longevità 

mai viste in un Resident Evil. 

Inventario rapido, il sistema skill  

funziona bene e si ottimizza alla perfezione con il gameplay 

Trama dai risvolti epici e inaspettati e una colonna sonora buona

CONTRO

texture ambientali non sempre all’altezza di questa generazione di console

telecamera a volte problematica

IA dei nemici inesistente se giocato a Principiante oppure ad’Agente,

se giocato a Veterano e Eroe invece diventa fin troppo intelligente.

Molti quick time event.

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