World of Final Fantasy: recensione

World of Final Fantasy. I mostri tascabili incontrano Final Fantasy . Ecco la nostra recensione

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  • Nome completo – World of Final Fantasy
  • PiattaformePlaystation 4/Playstation VITA
  • Producer –Square Enix
  • Developer – Square Enix e Tose
  • Distribuzione – Digitale/disco/Cartuccia
  • Data di uscita – 28 Ottobre 2016
  • Versione testata – PS4

E torniamo ancora una volta sulle pagine di cartoonMag per parlare di un titolo Square Enix. Dopo il più che buono Dragon Quest Builders, l’azienda giapponese arricchisce la folta lineup di Ottobre con l’arrivo di un nuovo esperimento bizzarro chiamato World of Final Fantasy. un titolo molto particolare che almeno nelle idee (solo nelle idee appunto) del publisher dovrebbe essere pensato per un pubblico molto più giovane a cui introdurre quello che a tutti gli effetti è il gigantesco universo di Final Fantasy. Quale modo migliore quindi se non riprendere come modello un franchise tanto popolare in Giappone e occidente come i Pokémon di mamma Nintendo? Ecco la nostra recensione di World of Final Fantasy, un grande omaggio alla saga per celebrare il 30° Anniversario della saga di Final Fantasy.

Un Final Fantasy per i più piccoli

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Nato da una collaborazione fra il team Tose e Square Enix, World of Final Fantasy nasce da un concept molto semplice: essere amato dai più giovani proponendo però un ritorno alle origini classiche della saga, ovvero a quelle del JRPG puro e semplice fatto di dungeon, mostri da sconfiggere, città da esplorare, e una storia fiabesca a fare da sfondo non molto impegnativa. A capo del progetto figura un certo Hiroki Chiba, un nome che forse quelli più addentro riconosceranno sicuramente, si tratta di colui che ha scritto la maggior parte degli scenari nella saga principale di Final Fantasy, qui al suo primo esordio come director. Per questo episodio speciale della serie è stato coinvolto anche Yasuhisa Izumisaw per realizzare il character design delle versioni “chibi” dei personaggi,  uno stile già apparso in Pictlogica Final Fantasy e tanto popolare in Giappone fra i gli anime e i manga, e molto simile ai ben più noti super deformed. I personaggi con proporzioni normali sono stati invece ideati da Tetsuya Nomura, e in modo particolare il tratto dell’autore è riconoscibile nei due gemelli protagonisti, Lann (un Sora fatto e finito) e Reynn.

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Non vogliamo addentrarci nella trama per evitarvi spoiler, ma come detto sopra World of Final Fantasy non propone un plot molto impegnativo.  I protagonisti sono Lann e Reynn, due gemelli che soffrono di amnesia ma dotati del potere di catturare e addomesticare i Miraggi, mostri che popolano il mondo parallelo di Grymoire. I due fratelli viaggeranno all’interno di questo mondo per riscoprire i propri ricordi, ma finiranno loro malgrado coinvolti in un conflitto che alberga già da tempo, fra la popolazione nativa dei Lilikins e il malvagio Esercito di Bahamut. Pur non risultando una delle trame più complesse del mondo, quella di World of Final Fantasy svolge egregiamente il suo lavoro, è piacevole da seguire grazie a momenti sopra le righe generati dai dialoghi dei gemelli: il tipico ragazzo spericolato e ignorantello (Lann) e invece la ragazza sempre cauta e intelligente (Reynn), due poli completamente opposti a cui si aggiunge Tama, un Miraggio che li guiderà alla volta di Grymoire e gli insegnerà tutto il necessario per spostarsi in questo fiabesco mondo. Il trio di personaggi funziona e non annoia, e la scrittura gioca molto con il passato della saga, alterando omaggi, citazioni, easter egg e camei di volti molto noti agli appassionati storici. World of Final Fantasy è sostanzialmente un gigantesco omaggio alla saga, un compendio a tutti gli effetti che celebra il 30° Anniversario della saga nel modo migliore possibile, una parte di storia giunta al suo tramonto e pronta a risorgere con l’imminente Final Fantasy XV, che in un certo senso prenderà completamente le distanze dal passato per portare la serie verso nuovi orizzonti più “moderni”.

Un classico intramontabile

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Proprio come il party controllato dal giocatore, anche i nemici potranno impilarsi per unire le proprie forze, aggiungendo ulteriore strategie agli scontri

Come accennato brevemente sopra, Lann e Reynn sono dotati della facoltà di catturare i Miraggi, e se abbiamo evitato di addentrarci da subito in questa parte del gioco è molto semplice, ne rappresenta il cuore dell’esperienza, e quindi per forza di cose un paragrafo dedicato è necessario per discuterne.

La struttura di gioco di World of Final Fantasy è quella di un JRPG molto molto classico, di quelli proprio vecchia scuola. Grymore è un mondo composto da regioni e città, e nel mezzo ci sono numerosi dungeon e quest secondarie da portare a termine per raggiungere le varie mete. Ogni dungeon presenta la classica architettura da tipico labirinto, con puzzle ambientali da portare a termine. scrigni da aprire per oggetti rari, e boss da sconfiggere, una struttura quindi non esattamente nuova per il genere.  Se siete fra coloro che trovano gli scontri casuali ancora oggi un must imprescindibile allora avrete pane per i vostri denti, perché in World of Final Fantasy saranno presenti, anche se gli sviluppatori hanno ben dosato il ritmo con cui si presentano. Il rischio di ritrovarsi un mostro a ogni due passi, come Final Fantasy X per intenderci,  è quindi scampato, ma questa struttura può ancora funzionare? Questa domanda probabilmente non avrà mai una risposta coerente, è semplicemente una questione di gusti, chi è cresciuto con questo genere non potrà fare a meno di apprezzarli, mentre le nuove leve troveranno sempre più faticoso approcciarsi a questa tipologia di incontri, e lo stesso può dirsi anche per il sistema di combattimento che riprende per filo e per segno il vecchio ATB system a turni, anche se gli sviluppatori hanno avuto un certo occhio di riguardo nel personalizzarlo per renderlo molto più immediato proponendo due alternative: quella classica dei primi episodi con menù a tendina, e l’altra invece molto più immediata con la possibilità di assegnare le abilità ai tasti frontali del pad come triangolo, quadrato ecc. Nell’Active Time Battle (ATB) gli scontri si basano tutto sulle statistiche, ogni personaggio avrà la precedenza in base alla statistica velocità, più si è veloci quindi, più sono alte le possibilità di attaccare per primi. Ogni personaggio/Miraggio gode di due barre, una HP (Punti vita) e l’alta PA (Punti azione), i quali vengono consumati attraverso l’utilizzo d magie o abilità speciali. Ovviamente più le magie sono potenti e più PA saranno consumati, e questo tira in ballo tutto l’apparato strategico di un sistema di combattimento che ancora oggi può dare ancora tanto.

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Il parco mostri è molto variegato e attinge praticamente da tutto l’universo di Final Fantasy, incluso qualche cameo a sorpresa che non vi sveleremo

A queste meccaniche tipiche del genere si affianca infine la possibilità, e necessità, di catturare i mostri da inserire nel proprio party. Analogamente alle sfere per catturare i Pokèmon nella serie di giochi omonima, qui i mostri, detti anche Miraggio, andranno Imprismati utilizzando un Prisma vuoto compatibile con esso. Questa abilità potrà essere impiegata dai due gemelli durante gli scontri, ma si attiverà solo nel momento in cui il Miraggio opposto avrà gli HP quasi al minimo. Meno saranno gli HP del Miraggio, maggiore sarà la possibilità di imprismarlo. Non tutti i Miraggi però saranno ottenibili, alcuni avranno già dei padroni, e l’unico modo per imprismarli sarà quello di eliminare chi li controlla. I Prismi che contengono un Miraggio diventeranno a loro volta dei Prismaliti, e questi potranno essere aggiunti al proprio party nelle quattro pile a disposizione, due per personaggio.

Quando si impilano i Miraggi ai due protagonisti le statistiche si sommano, mentre determinate combinazioni sbloccheranno magie speciali o versioni potenziate delle stesse. I due gemelli possono inoltre assumere in qualsiasi momento la forma Jigante (ovvero la statura normale) e quella Lillichina ( la forma chibi per intenderci), e questo si riflette anche sulle formazioni delle varie pile, che andranno ovviamente impostate in base alle taglie dei due personaggi e dei relativi Miraggi, che partono dalla più piccola alla più grande: L,M e S. Le creature di taglia L vanno in basso, quelle di taglia M nel mezzo, e di taglia S in alto. Di solito i mostri di taglia L possono essere cavalcati dalle forme lillichine dei gemelli, poiché diventeranno di taglia M. A queste taglie standard si aggiungono poi i Megamiraggi (XL), creature davvero gigantesche che una volta invocate andranno a sostituire tutti gli altri Miraggi presenti in campo. Il peso delle pile inoltre va assolutamente tenuto d’occhio poiché più attacchi la pila subisce, più aumentano le possibilità che questa si rompa, separando di conseguenza compagni e miraggi, che saranno anche più vulnerabili.

E’ consigliato sempre gestire tutte le pile, Jigante e Lillichina, perché il gioco a volte può essere decisamente imprevedibile, e alcuni luoghi richiederanno solo una delle due forme. La complessità della gestione del party non si esaurisce certamente qui, perché ogni Miraggio guadagna esperienza e sale di livello, ottenendo di conseguenza punti da spendere in una ramificato albero di abilità detto Miraggiario, al cui culmine di solito spicca una Trasfigurazione del mostriciattolo, ovvero una sorta di evoluzione vera e propria che ne aumenta o diminuisce anche il peso. Anche Reynn e Lann potranno ottenere delle proprie abilità grazie alle Miragemme, materiali speciali ricavabili dai Miraggi che vanno incastonati in appositi slot a loro volta sbloccabili salendo di livello. Per quanto Square Enix si ostini a definirlo un titolo pensato per l’utenza più giovane, la quantità di informazioni e statistiche da tenere d’occhio è decisamente impressionante, e sicuramente l’utente più esperto troverà più di un motivo per addentrarsi in questo complesso meccanismo fatto di catture, farming di esperienza, e trasfigurazioni. Insomma, piacerà ai giovani, ma soprattutto agli adulti che si sono fatti le ossa su giochi di questo calibro negli anni passati.

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Chiusa questa lunga parentesi sul complesso sistema di combattimento passiamo adesso all’Arena e le Gemme dell’Anima. Come avrete sicuramente intuito dal nome, l’Arena rappresenta un punto completamente a se stante del gioco, raggiungibile attraverso il Parco Nove Colli, e utile per affrontare una sere di scontri con una serie di Miraggi. Ovviamente questi scontri, giocabili in qualsiasi momento, garantiranno dei succulenti premi, fra cui le Gemme dell’Anima, dei particolari oggetti che serviranno alla Ragazza senza Nome per sbloccare missioni speciali e ottenere gli Emblemi dei Campioni, necessari per invocare l’aiuto dei personaggi storici della serie Final Fantasy, i quali daranno vita a spettacolari cutscene ricche di omaggi al capitolo da cui provengono.

Una fantasia molto colorata

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Anche se vantano un design buffo, i volti noti della saga sapranno sempre farsi riconoscere

Discretamente godibile il comparto tecnico, la cui struttura si basa su Orochi 3, engine molto semplice da sviluppare pensato appositamente per favorire la velocità di progetti relativamente piccoli come questo World of Final Fantasy. Il risultato visivo, almeno su Playstation 4 non delude ma non impressiona di certo. Il team ha optato per uno stile grafico molto leggero, per certi versi simile alla serie di Kingdom Hearts, stesso discorso anche per la luminosità e la variegata paletta di colori. Ogni scenario, seppur privo di interazioni, ricalca quello dei classici fantasy del passato, e questo non ci dispiace affatto (troppo dark in giro ultimamente). Sul discorso fluidità troviamo invece 30 fotogrammi al secondo fissi, anche se in questo caso ci saremmo aspettati un po’ di più vista la poco incisività sulla resa grafica. A intervallare la piacevole storyline ci pensano poi delle sequenze animate di pregevole fattura, che conferiscono ulteriore personalità a un progetto ben impacchettato e impreziosito di tutto punto per far colpo sull’utenza più giovane, giapponesi su tutti.

Chiudiamo infine con la splendida colonna sonora, composto almeno nella maggior parte da Masashi Hamauzu, qui alle prese con una serie brani in esatta opposizione a quelle più tipicamente dark che è solito comporre. Le musiche di World of Final Fantasy sono accoglienti, gioiose e rilassanti. La opening “Innocent” è stata invece composta da Ryo Yamazaki ed eseguita dalla cantante nipponica Aoi Mizu.

Piccola nota per gli utenti PSivta: il gioco non includerà il doppiaggio giapponese e Inglese, quindi al primo avvio sarà necessario scaricare una piccola patch.

Commento finale

World of Final Fantasy è un grandissimo omaggio a una saga che sta affrontando una lunga transizione verso qualcosa di completamente inedito. Sarà un rischio? Non possiamo ancora dirlo con certezza, ma intanto World of Final Fantasy riesce nel suo intento di proporre un JRPG classico capace di introdurre alle nuove generazioni (e non solo) l’universo di Final Fantasy. La decisione di miscelare elementi provenienti da Dragon Quest Monsters e Pokémon poteva rivelarsi un grosso rischio, ma dopo quasi cinquanta ore di gioco possiamo invece solo spendere parole positive. Se siete appassionati di Final Fantasy e amate alla follia le sue creature fatelo vostro, mentre consigliamo alle nuove leve di approfittarne per assaporare le atmosfere dei primi storici episodi della serie, e magari fare anche la conoscenza di tutti quei personaggi che in un modo o nell’altro sono entrati nell’immaginario collettivo di tanti videogiocatori.

Voto: 8,5

🙂

-Atmosfere e musiche di alto livello-

-Meccaniche vecchia scuola sempre attuali-

-Tanti Miraggi da catturare e gestire-

-Gli eroi storici della serie-

-Longevità alle stelle-

-CrossSave fra PS4 e PSvita-

-Trama e personaggi piacevoli…

🙁

…ma non sbalorditivi-

-Gli scontri casuali potrebbero non piacere a tutti-

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