Remothered: Tormented Fathers – Recensione (PS4)

Come si struttura un buon titolo? Ce lo spiega Remothered: Tormented Fathers

  • Nome completo: Remothered: Tormented Fathers
  • Piattaforme: PC, PlayStation 4, Xbox One, Microsoft Windows
  • Producer: Darril Arts
  • Developers: Stormind Games, Darril Arts
  • Distribuzione: Digital (PC, Windows 10, Xbox One, PlayStation 4) Retail (PlayStation 4, Xbox One)
  • Data di uscita: 30 gennaio 2018 (digitale), 25 luglio 2018 (retail)
  • Genere: Survival Horror
  • Versione testata: Playstation 4

Preposto che non starò a dilungarmi sui dettagli narrativi, in quanto è già stato fatto ampiamente nella nostra recensione, è più che giusto spendere qualche ulteriore parola su ciò che Darril Arts e Stormind Games hanno fatto per un titolo davvero interessante. In questo extra su Remothered: Tormented Fathers tratterò principalmente quello che è la versione console, testata su PS4 con risultati piuttosto piacevoli.

Stabilità ad un compromesso

Parlando di quello che è possibile fare con un budget limitato, Remothered ha tanto da dire in proposito. Come ci ha confidato anche Darril, la passione che li ha portati a sviluppare questo progetto è anche stata la vera fonte di qualità dell’opera. Il titolo presenta una qualità grafica modesta pur avendo un buon effetto d’impatto, ma è evidente che sarebbe possibile migliorarlo con i dovuti mezzi. Tuttavia, quello stile ha il suo contesto: nell’ambientazione tremendamente cupa ed angosciosa, avere quel tipo di texture talvolta appositamente desaturate contestualizza bene villa Felton, e nelle fasi più concitate è comunque apprezzabile il buon lavoro degli sviluppatori. Bisogna considerare inoltre il fatto che il framerate è incredibilmente stabile, e proprio quando ce n’è bisogno contribuisce a non far perdere al giocatore il vero cuore dell’opera: il micidiale senso di ansia.

Orchestrare l’orrore

Il grande mix che permette a Remothered di essere un vero passo avanti del bell’horror è generato dall’oscura perdizione che permea l’atmosfera. Se dal lato visivo abbiamo un risultato piacevole ma tecnicamente non perfetto, è la colonna sonora a completare degnamente il grottesco quadro. Le tracce audio presenti sono un accompagnamento di livello che permette al titolo di esprimersi al meglio, girando e rigirando il coltello proprio nella dolorosa piaga mentale che crea passo dopo passo. Ogni nota sembra essere al posto giusto per poter inquietare ed al contempo immergere il fruitore, ed è possibile che avere anche una compositrice del calibro di Nobuko Toda abbia certamente avuto il suo merito.  A condire il tutto, gli effetti sonori e, principalmente, lo stupendo sistema di individuazione dei nemici mediante i loro suoni unici sono il tocco d’arte giusto che rende il gameplay una vera chicca.

Poche incertezze, solide basi

Pur dovendo parlare di una splendida riuscita, è giusto spendere un paio di parole anche su ciò che è migliorabile. Di fatto, il sopra citato metodo per capire la locazione degli stalker potrebbe essere implementato à la The Last of Us, considerando quindi di aggiungere una maggior precisione acustica sull’origine del rumore. Anche la grafica, ovviamente, gioverebbe di un upgrade, ma questi tasselli sono qualcosa che manca ma non si esige, dato che Remothered: Tormented Father è un titolo di ottimo livello così com’è, ed avere la certezza di avere davanti altri due capitoli è qualcosa in cui confidiamo molto. Senza dubbio, è giusto dare a Darril Arts e a Stormind Games il merito di aver portato un elevatissimo prodotto coi mezzi a loro disponibili, riportando sulle console casalinghe un horror degno di questo nome.

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Commento finale

Remothered: Tormented Fathers si mostra con un comparto tecnico davvero ben riuscito in rapporto al potenziale disponibile. Darril Arts e Stormind Games riescono a sintetizzare efficientemente la magia cupa e delirante del buon cinema horror alla componente ludica, creando un buon compromesso tra le due arti. Senza dubbio migliorabile, questa trilogia ha delle aspettative grandissime dal nostro lato, e non possiamo che ringraziare ulteriormente Chris Darril in seguito alla nostra intervista per averci mostrato il suo splendido lavoro.

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