Dynasty Warriors 9: Empires – Recensione

Dynasty Warriors 9: Empires segna il ritorno dei musou strategici. Ecco la nostra recensione!

  • Titolo: Dynasty Warriors 9: Empires
  • Piattaforme: PS4, PS5, Xbox Series X, Xbox One, PC, Switch
  • Developer: Omega Force 
  • Publisher: Koei Tecmo
  • Distribuzione: Digitale/Disco/ Cartuccia
  • Data d’uscita: 15/2/2022
  • Genere: Action/Strategico
  • Versione testata: Xbox Series X

I Dynasty Warriors di KOEI Tecmo sono una tipologia di produzioni ormai consacrate da anni sul mercato, con una struttura che, nel bene o nel male, si è consolidata nell’immaginario collettivo di tantissimi videogiocatori, in particolare in Giappone, dove la struttura da gioco “scacciapensieri” funziona sempre molto bene.

I Musou insomma, nelle loro lacune strutturali di gameplay e design, hanno saputo ritagliarsi una fetta specifica di appassionati e questo negli anni ha permesso al publisher giapponese di ricamarci anche degli spin-off più o meno riusciti.

Tra le esperienze collaterali più riuscite (sempre tra alti e bassi) troviamo i Dynasty Warriors Empires, ovvero delle sub-release costruire sull’uscita di ogni capitolo numerato della serie, recuperandone alcuni aspetti principali per incastrarli all’interno di una componente strategica che permette di riscrivere la storia dei Tre Regni.

Dynasty Warriors 9: Empires è l’ultima incarnazione di questo spin-off che combina azione e strategia e abbiamo trascorso un bel po’ di ore in sua compagnia per darvi la nostra opinione in questa recensione.

Vita, morte e miracolo dei Tre Regni

Anche se le basi narrative dei Dynasty Warriors sono ben note, un piccolo riassunto sulle vicende è doveroso farlo. Tutti i capitoli della serie raccontano, con una certa libertà poetica e marcatamente fantasy, le Cronache dei Tre Regni, tra i periodi storici più importanti della Cina.

Le vicende, che hanno dato vita a sanguinose guerre che hanno straziato l’intero continente orientale presero il via nel 184, con l’insurrezione dei Turbanti Gialli nel 184 e culminate con la conquista del Regno Wu da parte della dinastia Jìn nell’anno 280. Evento questo che portò all’unificazione della Cina.

In Dynasty Warriors 9: Empires il giocatore può scegliere di impersonare uno degli Ufficiali o degli Imperatori pre-esistenti, come Cao Cao, oppure realizzarne uno da zero attraverso uno sfaccettato editor.

Per la nostra recensione ovviamente abbiamo puntato immediatamente sulla creazione di un nuovo Ufficiale e per motivi ben precisi: creare un nuovo personaggio permette di iniziare un viaggio nei Tre Regni in maniera indipendente, con la possibilità di fondare un gruppo da zero oppure stringere alleanze con i regnanti delle altre fazioni in gioco.

Da questo punto di vista il gioco propone diversi scenari collocati in vari periodi storici delle Cronache dei Tre Regni, ognuno con una conformazione socio-politica ben precisa e che sarà possibile plasmare a proprio piacimento.

Molto del tempo a disposizione del giocatore verrà trascorso nei vari menù a gestire i rapporti con gli altri ufficiali, le decisioni politiche e la pianificazione per la crescita sociale del proprio regno. Nonostante inizialmente possa apparire disorientate l’enorme quantità di testo a schermo, in realtà l’apparato gestionale messo in piedi da Omega Force non è mai complesso, si potrebbe quasi definire all’acqua di rose. La verità però è che tutto funziona molto bene, sarebbe stata gradita magari qualche opzione extra, ma se si entra adeguatamente nel meccanismo fatto di rapporti con gli altri ufficiali, manovre militari mirate e addirittura dei potenziali tradimenti da mettere in scena, Dynasty Warriors 9: Empires si può tranquillamente considerare un gioco strategico leggero, ma divertente. Giusto per darvi una piccola idea del potenziale legato alla componente di ruolo e strategica, attraverso le “Passeggiate” è possibile instaurare dei rapporti con i vari personaggi che popolano il mondo di gioco. Ed è proprio in questo segmento che si incastra uno dei punti forti del gioco, le romance: queste non solo permettono di incrociare dei matrimoni tra i vari Ufficiali, ma anche di dar vita a degli eredi generati dall’editor del gioco per basarsi sulle caratteristiche dei genitori, sia in termini estetici che di abilità e competenze con le varie classi di armi. Con meccaniche di questo genere è possibile costituire una vera e propria dinastia di Ufficiali sperimentando “incroci” di ogni tipo tra i personaggi dei vari regni.

Il solito vecchio Musou

Se la componente strategica di Dynsty Warriors 9: Empires funziona, lo stesso non può dirsi per la seconda anima del prodotto, quella action. Il gioco, come suggerisce il titolo, mutua tutte le caratteristiche principali del capitolo regolare ed ecco quinti che lato action ci ritroviamo ancora una volta al cospetto di un game design fuori tempo massimo, dove il giocatore è chiamato a contrastare ondate di nemici attraverso ampli scenari graficamente astrusi: enormi distese piatte che mutuano parte di quella componente open map disastrosa che aveva già piegato il Dynasty Warriors 9 originale.

Non basta l’aggiunta di elementi strategici al gameplay come i Piani Segreti, poiché il livello di difficoltà è talmente tarato verso annacquato da rovinare in larga parte l’esperienza complessiva. Ed è proprio a causa di questo motivo che ad un certo punto abbiamo deciso di proseguire la nostra esperienza di gioco dedicandoci prevalentemente alla gestione diplomatica, organizzando sommosse, razzie e spionaggio politico nel “dietro le quinte”. Certo, anche questa componente alla lunga può diventare tediosa e ripetitiva, ma siamo dell’idea che l’aver strutturato su due anime l’esperienza del gioco possa per certi versi alleviare la noia degli scontri monotematici, che alla fine si dividono per invasioni dirette verso altri regni oppure la difesa del proprio forte.

Comparto tecnico

Tanti sono i problemi di Dynasty Warriors 9: Empires, i più eclatanti li ritroviamo soprattutto nel suo comparto tecnico e grafico. Con la nona incarnazione Omega Force aveva deciso di impiegare il suo storico motore grafico all’interno di un contesto open world, tuttavia la pessima ottimizzazione del codice aveva dato i natali ad uno dei capitoli più problematici della serie, al punto da risultare quasi ingiocabile sulle console di vecchia generazione. A questo si aggiungono animazioni statiche, figlie di quasi due generazioni fa di console con mappe e monotematiche, Vi è anche una totale disarmonia nella direzione artistica, con livello avarissimi di dettagli. Più eclatante poi è l’ottimizzazione sulle console di nuova generazione, nel nostro caso abbiamo testato il titolo su Series X e le due opzioni grafiche messe a disposizione dallo sviluppatore hanno mostrato il fianco a problemi di stabilità, con caricamenti addirittura lunghi e inspiegabili vista la presenza dell’SSD. Insomma, nella sua versione Empires, Dynasty Warriors 9 porta con sè tutti i problemi del gioco originale, anche sulle console di nuova generazione.

Commento finale

Dynasty Warriors 9: Empires non è un brutto gioco, al suo arco ha alcune frecce molto gradite legate alla componente strategica, elaborata in maniera essenziale, ma stratificata quanto basta per essere apprezzata anche da chi non ha mai toccato in vita sua un gioco di strategia. Se si riescono ad apprezzare le dinamiche e ci si addentra nella “ripetizione del gameplay”, la longevità può diventare pressoché infinita. Peccato che la componente action risulti, non solo più castrata strutturalmente rispetto al gioco originale, ma anche afflitta dai soliti e tediosi problemi di game design e combat design, privi di qualsiasi finezza tecnica. Tutto si riduce ad incessanti combo per eliminare orde di nemici e a poco basta la presenza delle carte collezionabili con abilità speciali per dare pepe ad una struttura ludica deficitaria.

VOTO: 6.5

Pro:

  • La parte strategica è molto divertente e può allungare all’infinito la longevità
  • Un roster sconfinato di personaggi
  • L’editor degli Ufficiali

✘ Contro:

  • Alla lunga è ripetitivo
  • La componente “Musou” vive dei soliti problemi che attanagliano da anni la serie
  • Ottimizzazione discutibile sulle console di nuova generazione
  • La localizzazione italiana non è il massimo

 

 

 

 

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