Hunt the Night – Recensione

Hunt the Night

Abbiamo giocato Hunt the Night. Ecco la nostra recensione!

Hunt the Night è una dichiarazione d’amore fatta da Moonlight Games a due giochi che nessuno si sarebbe aspettato di vedere insieme: l’influenza cupa e psicologicamente violenta di Bloodborne si unisce in matrimonio con lo stile di esplorazione e progressione di un vecchio titolo della saga di Zelda. Ciò non implica tuttavia una carenza di idee e d’originalità — tutt’altro: l’identità di Hunt the Night è ben definita, dall’aspetto estetico alla colonna sonora, dalla profondità della trama alla varietà di nemici e puzzle. Ma andiamo con ordine.

A dungeon crawler that will make your skin crawl

Hunt the Night è un gioco in cui l’esplorazione riveste un ruolo prominente, ma tale esplorazione è raramente noiosa o scontata: ambientato in un mondo fantasy oscuro e gotico, il gioco segue le avventure di Vesper, la protagonista, una cacciatrice che combatte contro l’avanzare dell’oscurità, sia fuori che dentro di sé. Umana in ogni senso e dal grande spessore, l’introspezione di Vesper e il suo legame intrinseco con la trama la rendono una protagonista a cui è facile legarsi e che resta vividamente impressa. Medhram è sotto attacco da parte di incubi mostruosi, e la sua lama e il suo acume affilato faranno la differenza nella strenua difesa dalle ombre.

Ben lontana dall’essere presente solo nel titolo, la Notte (e il Giorno) è parte attiva del gioco, con un ciclo quotidiano che ha intense ripercussioni anche sul gameplay. Luci e ombre sono infatti attrici tanto quanto i puzzle ambientali e i nemici che si celano dietro ogni angolo. Nonostante la grafica a 16bit ricordi un gioco d’azione in pixel art degli anni ’90, la complessità delle animazioni e la massima cura nei dettagli fanno sì che entrambe influenzino notevolmente la progressione, le strategie e l’atmosfera del gioco — addirittura contribuendo, insieme a degli intelligenti cammei da parte dei boss, a diversi scare jump molto efficaci. La colonna sonora è altresì rifinita e ben pensata, e si adatta perfettamente all’ambientazione e al tipo di emozione — intensa, tesa, all’erta — che il gioco vuole evocare.

Gli sviluppatori hanno chiaramente prestato molta attenzione ai dettagli delle animazioni, il che conferisce al titolo un livello di raffinatezza e qualità visiva che lo distingue dal livello a cui siamo abituati e che tenderemmo ad aspettarci da un gioco del genere: i movimenti precisi dei personaggi e dei nemici sono fondamentali per il sistema di combattimento impegnativo di Hunt the Night.

Sangue, ombre e sudore: una sfida che non ha pietà

Uno dei punti di forza di Hunt the Night è infatti la varietà del combattimento: ci sono molti tipi di nemici da affrontare, ognuno con le proprie abilità e debolezze. Ci sono anche diversi tipi di armi e abilità speciali da sbloccare, il che offre una grande varietà di approcci strategici per il combattimento e contribuisce al valore di rigiocabilità del titolo. Inoltre, il sistema di progressione del personaggio è ben bilanciato, anche se non molto variegato. Ci sono cinque diversi tipi di arma corpo a corpo, ognuno con il suo stile, i suoi vantaggi e i suoi svantaggi, che incoraggiano il giocatore a continuare a esplorare Medhram e a sperimentare nuovi approcci di scontro. La gestione dei proiettili, inoltre, rende importante imparare ad alternare tipologie di attacchi a distanze diverse per ottenere il miglior risultato nelle sfide.

Il combattimento in sé è basato su uno scambio di colpi sia a distanza che a corpo a corpo, con un ritmo serrato di offesa e difesa — costituita da rapide schivate, in puro stile Bloodborne — a cui si aggiunge un ulteriore elemento di difficoltà nella conformazione dei dungeon, che a volte presenta le proprie sfide essa stessa. Corridoi stretti e ambienti poco spaziosi, abbinati a delle hitbox che a volte non sono proprio pulitissime, possono risultare in sfide molto più complicate di quanto ci si aspetterebbe a prima vista, e il livello di complessità potrebbe sfociare in momenti di frustrazione — ancora una volta, in puro stile Bloodborne, dopotutto.

Al contrario dei combattimenti standard, le sfide contro i boss sono ogni volta uniche, giacché ognuno di questi è in realtà un ibrido tra uno scontro vero e proprio e un enigma da risolvere: puzzle variegati e dalla giusta complessità, con indizi ben distribuite nelle aree di gioco, sono tutti memorabili e fanno quasi desiderare che ce ne fosse qualcuno in più.

Commento finale

Hunt the Night è un titolo complesso — sia nell’esecuzione che nelle modalità di gioco in sé. Richiede pazienza, spirito d’iniziativa e una buona quantità di testardaggine, tutte qualità a cui ci hanno abituato gli ultimi titoli From Software. Se la sfida e qualche bug non ti spaventano, il premio sono una trama solida, delle bossfight memorabili e un’esperienza unica e di grande valore. La passione degli sviluppatori è visibile in ogni angolo ed elemento del gioco, e si tratta senza dubbio di uno dei migliori titoli del genere uscito negli ultimi anni.

Voto: 8.5

Pro

  • Gameplay divertente e bossfight uniche
  • Comparto grafico e tecnico molto curati
  • Trama e personaggi originali e intriganti

Contro

  • Hitbox a volte imprecise
  • Qualche bug (ma nulla che impedisca il completamento del gioco)
  • Sistema di progressione del personaggio non molto variegato

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