Pillole Indie #9: Dark Crypt

Dark Crypt
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Dark Crypt

  • Piattaforme – Steam, itch.io
  • Developer –  Daisy Games
  • Publisher Daisy Games
  • Data di uscita –  15 Ottobre 2021 
  • Genere – Puzzle, Horror, Indie, turn-based roguelike
  • Versione testata – PC 
Don’t fear the dark, fear the light!
 

A primo impatto, il titolo sembra catapultare il giocatore in un livello di Crypt of the NecroDancer, soprattutto per lo stile grafico e la conduzione artistica. Ma, dopo un’attenta analisi e già dopo i primi minuti di gioco, si viene investiti dalla profondità del titolo e dall’attenta stratificazione delle meccaniche.

Dark Crypt è un dungeon crawler dalle atmosfere fortemente cupe e ricco di elementi puzzle. Introduce inoltre un sistema a turni molto particolare e divertente, considerabile il vero fulcro del titolo. Le premesse sono molto semplici: vestiremo i panni di un esploratore che è alla ricerca di un male antico nascosto, apparentemente, all’interno di una cripta. Quest’ultimo, una volta risvegliato, ridurrà la Terra in uno stato di oscurità perpetua: il nostro obiettivo è prevenire che ciò accada. La storia è raccontata attraverso brevi messaggi a schermo, ma soprattutto attraverso i pensieri del protagonista che (come si fa con un diario) ci aggiornerà man mano che avanzeremo nei vari livelli. Sebbene non si possa parlare di un’effettiva caratterizzazione poiché si limita ad essere molto superficiale, è comunque un elemento da apprezzare poiché solitamente per titoli dello stesso genere la componente narrativa è praticamente assente o presentata solo attraverso incipit.

Dark Crypt

Il gameplay è molto lineare, facile da apprendere ma difficile da gestire, in modo tale che il livello di sfida non vada a diminuire ma anzi ad aumentare nel proseguire dell’avventura. Il fine ultimo in ogni livello è quello di raggiungere l’uscita: ad ogni movimento del nostro personaggio, tuttavia, risponderà un movimento degli avversari. Se dovessimo entrare nel “campo visivo” dei mob sopraggiungerà il game over. Dovremo dunque cercare di uscirne indenni e con il minor numero di mosse possibili, di conseguenza assumerà un ruolo centrale la pianificazione iniziale (nel pieno rispetto del genere puzzle).
Per fortuna il gioco ci permetterà di tornare indietro sui nostri passi o di ricominciare da zero. Sarà difficile abituarsi alla complessità delle previsioni di ogni livello, soprattutto perché tolti i mostri iniziali (scheletri in grado di guardare solo in due direzioni) ce ne saranno altri capaci di muoversi con noi o di guardare in tutte e quattro le direzioni. 

A complicare ulteriormente l’avanzare tra i livelli è sicuramente la presenza di leve da tirare per poter sbloccare cancelli o nuove zone e poter così proseguire: quest’azione ci costerà un movimento dei nostri avversari, spesso predisposti nelle vicinanze e che con ogni probabilità riusciranno così a catturarci ed indurci al game over. Qui entra in gioco un altro elemento centrale del gameplay, ovvero la possibilità di teletrasportarsi da un punto all’altro della mappa di gioco, dopo aver apposto una sorta di sigillo. Questa aggiunta rende di sicuro il titolo più dinamico e apre un nuovo ventaglio di possibilità nella risoluzione dei vari livelli. Il giocatore più attento alla strategia dovrà sfruttare al meglio questa possibilità.

Oltre alle varie leve da tirare, il nostro personaggio avrà anche difficoltà ad avanzare a causa di trappole ambientali come appunto spuntoni che si muoveranno assieme al nostro personaggio. 

Dark Crypt

Camminare sugli spuntoni porterà alla morte del protagonista e dunque al Game Over.

La conduzione artistica del titolo è molto gradevole e soddisferà i palati dei fan dei pixel art più esigenti. I vari livelli sono molto diversificati tra loro e sebbene sia presente un normalissimo e palese riciclo di texture dona al titolo quel sapore horror che ci ha fatto tanto amare Crypt of the NecroDancer. Delle volte il cono visivo degli avversari andrà a compenetrarsi con il muro, rendendo difatti impossibile l’osservare la traiettoria: per fortuna capita raramente, e facendo più attenzione non rappresenterà un problema invalidante. Le musiche non sono state composte ad hoc per la produzione, ma sono piuttosto una rivisitazione di pezzi classici in chiave 16-bit come quelli di Beethoven, dunque presentando un palese riciclo che comunque non stona con l’aura solenne generale del gioco.

 

In sintesi: 

Dark Crypt è un gioco che ci sentiamo di consigliare a tutti gli amanti del genere dungeon crawler, e soprattutto a coloro che hanno apprezzato Crypt of the NecroDancer. Il titolo presenta una profondità di gameplay ben pensata, ed è dunque consigliato sia ai neofiti che agli esperti del genere.

VOTO: 7

 Pro:

  • Stile grafico accattivante
  • Difficoltà crescente
  • Oltre 50 livelli per 7-8 ore di gioco

✘ Contro:

  • I mob a volte si compenetreranno alle superfici
  • Colonna sonora riciclata da pezzi classici
  • Alcuni glitch minori 

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