“Una scuola senza muri” il racconto di Laura Bosio per una scuola che aiuti l’integrazione

“Una scuola senza muri” il racconto di Laura Bosio per una scuola che aiuti l’integrazione

Il nostro consiglio di lettura di oggi é un racconto importante, un racconto sempre drammaticamente attuale in un momento storico in cui i migranti vengono usati come “arma di distrazione di massa” da una certa politica e alcune volte la scuola che dovrebbe fare molto fa molto poco invece per aiutare l’integrazione, necessaria per quanti sono costretti a scappare dai paesi in guerra, dalla fame o dai cambiamenti climatici.

Si chiamano Makan, Idowu, Teresa, Bomani. I loro fragili passaporti li condannerebbero a restare dove sono, nel deserto della miseria e della guerra, ma non hanno altra scelta. Come Giacobbe che combatte tutta la notte al buio in un estenuante corpo a corpo con uno sconosciuto, attraversano il mare in una lacerante e disumana ricerca di salvezza, di identità. Identità che non hanno neppure le parole per esprimere.

Laura Bosio, che insieme a tanti volontari li accoglie nelle aule della sua scuola senza muri, dove “italiano” significa ascolto, dialogo, incontro inaspettato, dà voce alle loro storie, incrocia i loro sguardi, accoglie le loro reazioni.
E in questo mondo di rabbia e disprezzo, di pregiudizi e di muri, trova spazio il più autentico cuore di un sogno, quello dei migranti e il nostro: perché, dice Laura, nonostante tutto noi siamo qui, “sulle sedie multicolore, gomito a gomito, davanti a un libro aperto, a guardarci negli occhi mentre diciamo: Io sono, affermando il semplice diritto di esistere”.

Una scuola senza muri di Laura Bosio

Laura Bosio, nata a Vercelli, vive e lavora a Milano. Tra i suoi libri: “I dimenticati” (Feltrinelli, 1993, Premio Bagutta Opera Prima), “Annunciazione” (Mondadori, 1997, Premio Moravia; nuova edizione Longanesi, 2008), “Le stagioni dell’acqua” (Longanesi, 2007, finalista Premio Strega), “Le notti sembravano di luna” (Longanesi, 2011) e, con Bruno Nacci, “Da un’altra Italia” (Utet, 2014) e “Per seguire la mia stella” (Guanda, 2017). Ha  curato volumi antologici sull’esperienza mistica, filosofica e spirituale nella letteratura delle donne, confluiti in “D’amore e di ragione. Donne e spiritualità” (Laterza, 2012). Dal 2015 dirige a Milano la scuola di italiano per migranti Penny Wirton, nata a Roma nel 2008 per iniziativa di Eraldo Affinati e Anna Luce Lenzi e poi diffusa in molte città d’Italia.

Giuseppe Ino

Blogger a tempo pieno. Appassionato di televisione con maggiore attenzione alle serie tv soprattutto americane. Scrivo praticamente da sempre, prima cominciando con racconti brevi thriller e horror. Oggi scrivere è una passione ma anche un lavoro a tempo pieno. Mi occupo anche di attualità, green e lifestyle.

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