Blake: The Visual Novel – Recensione

Blake: The Visual Novel: un noir di carattere.

Sviluppato da Ori Mees e pubblicato da LegendOri Productions, Blake: The Visual Novel possiede tutti gli elementi per poter essere definita, come il titolo suggerisce, una classica visual novel da elementi innovativi e dai ricchissimi contenuti. I ragazzi del team di Ori Mees si sono fatti un nome nell’industria videoludica già realizzando e coordinando play test per titoli del calibro di Life is Strange 2, Control ed Outriders. Indubbiamente, dunque, il lavoro svolto in questa istanza è, seppur non perfetto, di pregevolissima fattura.

I responsabili dello storytelling e della realizzazione tecnica, Diego Llorente e Adrian Stone, non perdono tempo e lanciano immediatamente il giocatore in quello che è un thriller psicologico con elementi molto sci-fi (seppur contenuti nel contesto) che riesce ad intrattenere, a divertire e talvolta ad esasperare.

Blake: The Visual Novel

Una delle prime scene di gioco.

Blake: The Visual Novel si basa principalmente sul potere della scelta, dove in sostanza il giocatore verrà chiamato a selezionare dialoghi che avranno un impatto sull’andamento complessivo di trama e determineranno cambiamenti anche abbastanza drastici; sebbene tale dinamica è preclusa a poche scene chiave, mentre per il resto si tratta di cambiamenti estetici o di poco conto. Non male, per una produzione di questo calibro.

L’espediente narrativo trova la sua massima espressione in quello che è un tuffo nell’introspezione psicologica del personaggio. Ad un occhio attento e non superficiale, ci si renderà immediatamente conto che Blake, il nostro protagonista, soffre in realtà di disturbo dissociativo dell’identità. Il modo in cui quest’ultimo affronta questa patologia anche attraverso la presenza di un terapista è quanto di più corretto e conforme si possa trovare in un videogioco. Un ottimo lavoro e sicuramente un pro da sottolineare a favore dello staff.

Blake: The Visual Novel

Le scelte potranno cambiare il corso degli eventi del gioco.

Dal punto di vista dell’accessibilità, Blake: The Visual Novel possiede un’opzione che permette al giocatore di non leggere affatto i dialoghi che verranno, invece, letti ad alta voce dai singoli personaggi. Si tratta dunque di un doppiaggio completo e ricco di diversità lessicale, un modo molto simpatico di diversificare ulteriormente le caratteristiche di ogni persona che il protagonista incontrerà.

Come tutte le visual novel, di certo non punta particolare attenzione al gameplay che si rivela essere caratterizzato dalla semplice pressione dei tasti per andare avanti e scegliere tra le varie alternative. Lo stile grafico è molto accattivante e i vari sfondi sono ben curati; difficilmente si avrà l’impressione di aver già visto l’ambiente, dunque ricco di particolari e di una personalizzazione che non viene lasciata al caso come invece potrebbe accadere per la stessa tipologia di titolo.

Blake: The Visual Novel

La colonna sonora è stata affidata a Dan Le Sac e Sam Dudley: si tratta di un arrangiamento jazz che accompagnerà il giocatore durante tutto il gameplay. Quest’ultima è molto ispirata, orecchiabile e soprattutto satura di un fascino che è raro trovare nell’industria. Il lavoro svolto è stato ottimo, con un particolare plauso che va rivolto alla soundtrack del menu principale che incanta ed intrattiene senza troppe pretese.

Commento finale

Per il prezzo a cui viene spesso proposto Blake: The Visual Novel, ci sentiamo caldamente di consigliarne l’acquisto, soprattutto agli amanti delle visual novel. Si tratta di un titolo gradevole, che intratterrà il giocatore per diverse ore garantendogli anche una discreta rigiocabilità dovuta al cambiamento degli eventi in seguito a scelte diverse.

VOTO: 8

Pro

  • Ottima storia 
  • Comparto grafico e sonoro di altissimo livello
  • Buona rigiocabilità (se paragonato a titoli dello stesso genere)

Contro

  • Le scelte non sempre hanno un buon impatto sulla storia

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