Persona 5 Royal – Recensione

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Quando il videogioco plasma la realtà e ci emoziona. Ecco la nostra recensione di Persona 5 Royal!

  • Nome completo – Persona 5 Royal
  • Piattaforme – Playstation 4 (Esclusiva)
  • Developer Atlus, P Studio
  • PublisherAtlus, SEGA
  • Distribuzione – Digitale, fisica
  • Data di uscita – 31 Marzo 2020
  • Genere – JRPG – Gioco di ruolo alla giapponese
  • Versione Testata Playstation 4

A circa tre anni dall’uscita di Persona 5, l’apprezzatissimo capitolo torna sui nostri schermi con una versione potenziata, ricca di contenuti e di interessanti spunti di discussione: parliamo di Persona 5 Royal, un titolo che – vista la vastità degli extra e dei contenuti aggiuntivi – potrebbe essere considerato tranquillamente un Persona 5 2.0.  Come accaduto per il terzo e quarto capitolo della saga, Atlus ha deciso di dare forma ad una versione più sostanziosa, degna di essere giocata non solo da coloro che non hanno avuto la possibilità di provare  Persona 5 nel lontano 2017, ma anche da coloro che lo avevano già acquistato.

La domanda che sorge spontanea in questi casi è infatti sempre la stessa. Ne vale la pena? La nostra risposta è una: assolutamente sì. Allo stesso modo ci accompagna una solida convinzione, ovvero che il rilascio di questo aggiornamento sotto forma di DLC non avrebbe assolutamente reso giustizia al mastodontico lavoro realizzato dagli sviluppatori. Il team è riuscito a mettere in risalto i pregi della saga, soprattutto grazie all’esperienza nel settore maturata sin dal 1996 – Persona è indubbiamente un punto fermo della tradizione dei giochi di ruolo alla giapponese, capace di appassionare ed emozionare anche i neofiti del genere. Un videogioco che riesce non solo a comunicare, ma anche a trasmettere messaggi molto importanti e sempre attuali.

Una storia travolgente

Esattamente come i quattro prequel, Persona 5 ci accompagna con mano nella Tokyo moderna, nel noto e affollatissimo quartiere di Shibuya, cuore commerciale dell’intera città nella quale vi è presente una fitta catena di negozi, ristoranti e hotel, ma è anche un punto d’incontro fra le numerose vie ferroviarie della capitale giapponese. Il nostro silenzioso protagonista occhialuto è un giovane studente del secondo anno di liceo trasferitosi dopo essere stato espulso dalla scuola per essere stato accusato ingiustamente di un crimine.

Si evince fin da subito come i temi portanti della serie siano ancora onnipresenti anche in questo capitolo. Basteranno una dozzina di dialoghi per inquadrare da subito il sistema in cui ci muoviamo, o per meglio dire il nostro avatar si muove.

A causa della sua fedina penale marchiata il nostro protagonista è fin da subito oggetto di denigrazione da parte di una società già di suo molto emarginata dal resto del mondo, chiusa in se stessa e timorosa verso gli estranei (figuriamoci uno con uno che ha commesso un crimine).

In Persona 5 quindi ritornano temi maturi, legati all’adolescenza dei protagonisti e del loro rapportarsi con il mondo degli adulti. Ma nel mezzo tuttavia le vite del protagonista e i suoi comprimari vengono sconvolte nel momento in cui scoprono la capacità di invocare i Persona, una manifestazione del proprio io interiore che gli permette di esplorare il pericoloso Metaverse, una realtà alternativa nascosto all’occhio naturale degli umani.

In questa dimensione parallela vi sono i “Palace”, degli edifici generati dalle persone che nutrono odio, sfogano la propria violenza oppure reprimono evidenzi segni di instabilità psichica. All’interno di questi bizzarri edifici si nasconde un tesoro inestimabile che rispecchia il desiderio “malato” di colui che ha creato il Palace.

Una volta rubato questo desiderio il soggetto in questione viene svuotato di tutte le sue cattiverie facendo emergere i suoi sensi di colpa. Un incipit quindi piuttosto bizzarro, ma quanto basta per costruire uno dei migliori capitoli della saga, cogliendo le giuste sfumature per scrivere una sceneggiatura solida che attinge dal thriller/horror, passando per il teen drama, fino a colpire una serie di temi attualissimi come l’abuso sessuale e il bullismo.

Il tutto condito dal tipico humor della serie e da influenze ormai riconoscibili della società moderna ben evidenti nell’onnipresente smartphone che i vari personaggi utilizzano per comunicare o per… raggiungere il Metaverse stesso con l’app dedicata.

Alla storia ed al cast già pieni di Persona 5, questa nuova versione aggiunge in particolare tre personaggi chiave. 

Prima tra tutti è sicuramente Kasumi Yoshizawa, che farà la sua comparsa proprio nelle battute iniziali del gioco, più precisamente durante l’arresto del protagonista. Kasumi rappresenta, oltre che un’aggiunta molto sentita e riuscita, anche il nuovo membro del party. Frequenta il primo anno della Shujin Academy e seguirà il nostro personaggio aiutandolo durante il corso della storia.

Secondo personaggio inserito ad hoc nella versione Royal del gioco è Takuto Maruki, chiamato doc dagli studenti della Shujin Academy. Takuto è lo psicologo della scuola ed al contempo ricopre il ruolo di insegnante. Compare per la prima volta dopo gli eventi circoscritti all’abbattimento del primo Palazzo, quasi come un tentativo di risanare le malefatte di Kamoshida. Qui comincia a scorgersi la maturità del titolo, poiché gli stessi sviluppatori hanno ritenuto essenziale un approccio più mentale e psicologico, dando dunque importanza al benessere interiore che molto spesso viene accantonato nella realtà, soprattutto negli ambienti scolastici. Parlare con un adulto dei propri problemi è l’unico modo di evitare i muri omertosi eretti come nel caso delle molestie del professore di educazione fisica.

Infine abbiamo Jose, un ragazzino dall’aspetto bizzarro, permeato di mistero e curiosa stravaganza. Lo incontreremo la prima volta nei Memento, e grazie a lui potremmo ottenere non solo nuovi formidabili oggetti, ma anche dei bonus consistenti e molto proficui da utilizzare durante la nostra permanenza nei Memento. Jose è, in soldoni, un mercante interessato ai sentimenti umani e volenteroso di ottenere più informazioni possibile in modo tale da decifrare l’imprevedibilità degli esseri umani.

Oltre a questi personaggi, avremo anche la possibilità di incontrare nuovi Confidenti, semplicemente interagendo con il mondo di gioco ed esplorandolo di volta in volta.

L’altro volto di Tokyo

Il team di sviluppatori ha messo sotto la lente d’ingrandimento l’esplorabilità,  punto ancora impreciso del titolo di base. Una volta tornati al Cafè LeBlanc, il nostro rifugio, sarà possibile uscire liberamente, prendere la metro ed allontanarsi. Morgana difatti non interverrà per fermarci, lasciandoci liberi di esplorare e di godere appieno delle attrazioni dell’enorme città. Si potrà dunque godere di porzioni di tempo molto ampie, lasciando sia il giocatore a gestire lo stesso.

Novità estremamente appetitosa è l’introduzione di una località del tutto inedita, Kichijoji, raggiungibile attraverso la rete ferroviaria. L’intera località è permeata da negozi, bersagli da colpire nei Memento, e numerose altre attività non presenti nella versione base del gioco. Una vera e propria metropoli del divertimento.

Al contempo, le stesse attività sono cambiate di molto. Sarà infatti possibile giocare a freccette o a biliardo, da solo o in compagnia, e tutto ciò avrà ripercussioni concrete nel combattimento – come il miglioramento della precisione nel caso delle freccette.

Con l’implementazione di un terzo semestre nel gioco sarà inoltre possibile godere più liberamente di tali attività, il giusto connubio per consentire al giocatore di adattarsi alla dilatazione del tempo in modo tale da non affrettarsi eccessivamente. Le stesse gemelle avranno in serbo per noi delle missioni speciali, ovvero il fare loro da accompagnatori nelle varie attrazioni umane. Iconica la food challenge al Big Bang Burger…

Comparto tecnico

Le migliorie apportate al gioco non si limitano all’aggiunta di nuovi personaggi e confidenti o alla creazione di nuovi luoghi di svago, bensì vanno anche ad influenzare pesantemente il gameplay.

Prima tra tutte la possibilità di ottenere nuove Persona senza ricorrere alla Fusione nella Stanza di Velluto. Si tratta di più di dieci elementi assimilabili durante il gioco, una manovra che ha permesso un certo snellimento nelle meccaniche.

Per quanto riguarda il combat system, tutto è rimasto come nella versione originale: attaccando alle spalle i nemici visibili sulla mappa il gioco entrerà in una vera e propria fase di combattimento proponendo l’ormai consolidato “Press Turn Battle System” introdotto in Shin Megami Tensei III: Nocturne, variante dell’arcinoto Active Time Battle System.

In questa versione, a sua volta personalizzata secondo le esigenze del P. Studios, siamo davanti ad un classico scontro a turni, con l’eccezione che se i nostri colpi infliggono un danno critico mettendo al tappeto l’avversario avremo la possibilità di ripetere il nostro turno bloccando di conseguenza le azioni del nemico.

Analogamente ai precedenti due episodi è presente anche un sistema di pianificazione e conseguente automatizzazione del party, che consiste nell’affidare all’IA il controllo degli altri membri impostando delle direttive ben precise come per esempio une maggiore enfasi nelle cure, enfasi nell’attacco e di conseguenza anche nella difesa.

Il party è inoltre accompagnato dai propri Persona, ed in modo vagamente simile al Junction System di Final Fantasy VIII, essi sono capaci di utilizzare magie e attacchi speciali consumando i punti SP o detrarli direttamente dai punti vita del loro avatar umano. Il gameplay è quindi più o meno simile al precedente capitolo, ma vi è comunque qualche novità molto interessante e riguarda le opportunità di dialogo con gli Shadow, ereditata in tutto e per tutto dai recenti capitoli di Shin Megami Tensei.

A questo si aggiungono anche dei comandi ad hoc di speciali chiamati showtime. Il party chiederà al protagonista il permesso di agire, e una volta concordato, sarà possibile non solo infliggere ingenti danni ma anche assistere a scenette d’intermezzo originali e molto interessanti.

All’interno dei dungeon è adesso possibile imbattersi in una nuova tipologia di Ombra, denominate Ombre sciagura. Si tratta di Ombre tradizionali ricoperte da un fitto strato di energia oscura, che saranno perlopiù inermi. Non appena si procederà ad attaccarle, quest’ultime risponderanno con contrattacchi sempre più violenti, ma batterle premierà il giocatore con un’esplosione che coinvolgerà tutti gli altri nemici danneggiandoli seriamente e sopratutto con il drop di un oggetto raro. 

Nei Memento sarà ora possibile collezionare Flower da scambiare poi con Jose in cambio di oggetti unici ed utili, al contempo sarà possibile collezionare Timbri per modificare l’andamento procedurale delle varie aree (aumento EXP, aumento denaro e così via). Sempre nei Memento, un’importante modifica apportata è stata quella di rendere immune The Reaper (il boss della zona) ai cambiamenti climatici, dunque il polline non avrà più gli stessi effetti visti nella prima versione di Persona 5.

Azione più verticale

Il nuovo Persona 5 Royal introduce forse una delle novità più corpose del titolo, ovvero la verticalità dell’azione. Lo fa semplicemente attraverso l’utilizzo del rampino, strumento che potremo utilizzare sin dalle battute iniziali. Le mappe sono state così ridisegnate, pensate appunto per andare incontro all’esigenza di unire la concezione di verticalità al divertimento più sfrenato. I risultati sono indubbiamente i migliori che si potessero ottenere, e donano al contempo la possibilità di vedere dei luoghi già conosciuti con occhi diversi, ed è per questo motivo che ci sentiamo di consigliare Persona 5 Royal anche a coloro che posseggono Persona 5.

Nella Velvet Room sono state inserite nuove sfide da portare a termine, ovvero delle battaglie in cui dovremo totalizzare un punteggio alto abbastanza da sbloccare sempre nuovi obiettivi, e dunque nuovi premi.

Infine, anche fuori l’On Game, Persona 5 Royal riesce ad accontentare i fan più esigenti con l’introduzione del Covo dei Ladri, un luogo raggiungibile tramite il menù principale del gioco, dove potremo acquistare colonne sonore originali, spezzoni cinematografici dell’avventura, e dove potremo rivedere i momenti salienti. Il tutto supportato dalla presenza di trofei On Game che sarà possibile sbloccare, sicuramente un incentivo a giocare bene, giocare meglio.

Punto più importante di questa nuova versione è la presenza di nuovi finali, derivanti ovviamente dai nuovi personaggi e dalle stesse modifiche all’ambiente ed ecosistema del gioco. Una scelta saggia, conseguenza dell’enorme impegno riversato in questa sorta di ampliamento dell’universo di Persona 5. Tale impegno prende anche forma attraverso la localizzazione in italiano, indubbiamente un passo fondamentale per coloro che non hanno potuto godere appieno della versione base del gioco a causa di una scarsa conoscenza dell’inglese.

Commento Finale

Persona 5 Royal è un titolo che gli amanti della saga ed in generale gli amanti del videogioco di ruolo alla giapponese non devono assolutamente farsi scappare. Rappresenta una filosofia vincente, quella che sostiene che le versioni successive di uno stesso titolo debbano avere il dovere di arricchire lo stesso, con aggiunte che non lasciano altro scampo se non quello dell’essere acquistate. Non si tratta di un DLC, non si tratta di contenuti trascurabili. Siamo di fronte ad un’esperienza completamente diversa.

VOTO 9.5

Pro

  • Un pacchetto completo che arricchisce l’esperienza originale
  • Un JRPG mastodontico: spettacolare, completo e longevo
  • Finalmente è localizzato in italiano

Contro

  • Se non apprezzate il genere e la componente collaterale dei Dating Sim, difficilmente cambierete idea 

Realizzato in collaborazione di Nausica Federico

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