Seed of Life – Recensione

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La dura sopravvivenza in un mondo spietato: ecco la nostra recensione di Seed of Life.

  • Nome completo – Seed of Life
  • Piattaforme   Microsoft Windows
  • Developer  MadLight
  • Publisher – Leonardo Interactive
  • Distribuzione Digitale
  • Data di uscita – 11 Agosto 2021 
  • Genere – Platform, Rompicapo, Avventura
  • Versione testata – PC 

Seed of Life è uno di quei titoli di cui è molto difficile parlare. Certamente non ha alle spalle un team riccamente finanziato (come succede con i più famosi Tripla A), ma sicuramente non ha nulla da invidiare a certe altre produzioni realizzate con budget superiori e spesso e volentieri con idee piuttosto riciclate e ridondanti.

Il titolo, sviluppato dallo studio indipendente MadLight Studio localizzato a Barcellona, è pubblicato dall’italianissimo Leonardo Interactive (che ha in cantiere anche il prequel di Daymare 1998 sviluppato da Invader Studios, ovvero Daymare 1994: Sandcastle). Sulla scia nostalgica dei classici giochi rompicampo, Seed of Life offre attraverso un’avventura dinamica in terza persona un mondo alla deriva e quasi disintegrato dal caos e da un’invasione aliena che ne minaccia la completa estinzione. La storia non è sicuramente delle più brillanti ed originali, soprattutto a causa di una recitazione non troppo ispirata e spesso e volentieri forzata ed innaturale. Alcuni difetti nella programmazione non rendono fruibile l’opera, chiaramente un prodotto acerbo che tuttavia nasconde anche delle perle di inestimabile valore.

Seed of Life

L’ultima di Lumia

La storia di Seed of Life prende piede sul decadente pianeta Lumia caratterizzato da atmosfere riconducibili ad un fantasy medievale rivisitato, pervaso da elementi sci-fi che soddisferanno anche i palati più esigenti. Vestiremo i panni di Cora, apparentemente l’ultima sopravvissuta cui compito primario sarà quello di salvare ciò che resta dell’ecosistema di Lumia. Per fare ciò, occorrerà trovare ed attivare il Seme, “The Seed”, un capolavoro di ingegneria aliena in grado di rimpolpare immediatamente la biosfera del pianeta e così, difatti, salvarlo e riportarlo agli antichi fasti. Cora si muoverà sulle scie del nonno, ormai disperso come ogni altro essere umano, e si farà dunque guidare dai suoi insegnamenti in quello che a tutti gli effetti è l’ultimo viaggio per salvare il mondo, da tempo immemore vittima di soprusi di ogni tipo da parte di una razza aliena tutt’ora presente. Si tratta di nemici temibili che Cora dovrà affrontare se vorrà portare a compimento il suo destino. Non saremo però soli: sul panorama avvilente di un mondo ormai desertico, incontreremo Nar, un assistente alieno che accompagnerà la ragazzina lungo tutto il suo percorso irto degli ostacoli più duri.

Il viaggio che intraprende Cora è anche un viaggio metafisico ed introspettivo. È qui che il lavoro degli sviluppatori tocca vette altissime: la psicologia di Cora viene restituita a piccoli bocconi durante il trascorrere delle ore di gioco. Spesso il giocatore verrà catapultato direttamente a contatto con la sua emotività, anch’egli complice quanto gli eventi della crescita che dovrà affrontare Cora, ormai sola. Il peso delle responsabilità, il fardello delle incertezze e il pericolo degli alieni sono solo la punta dell’iceberg, poiché spesso e volentieri ci si renderà conto che forse l’intero titolo è permeato da un messaggio ben più profondo e contemporaneo: una denuncia al cambiamento climatico, alla distruzione dell’ecosistema, al peso di tali eventi riversato sui giovani, sui “superstiti”, proprio come Cora.

 

Seed of Life

Una guerra combattuta con l’intelligenza

Seed of Life è un titolo che basa il gameplay interamente sulla presenza di rompicapi ed enigmi ambientali. Il mondo di gioco, tuttavia, rappresenta alcune caratteristiche di un open world, con enormi possibilità (sempre nei limiti imposti dal genere principale) di girovagare per la mappa. Questo, in realtà, rappresenta uno dei più grandi difetti della produzione, poiché la realizzazione della mappa è piuttosto confusionaria e il giocatore spesso si ritroverà smarrito e dubbioso sulla possibilità o meno di percorrere un’area che si rivelerà essere poi, difatti, inaccessibile. Un mondo esplorabile di dimensioni più contenute, dunque, avrebbe secondo noi elevato la qualità del titolo.

Il livello di dettaglio della natura e delle costruzioni che troveremo sul nostro cammino sarà sorprendente. Sebbene ci si trovi dinnanzi un titolo “indie”, l’immersione tecnica degli ambienti non ha davvero nulla da invidiare a produzioni ben più blasonate. Il tutto, però, viene spesso rovinato da continui glitch inerenti il movimento del personaggio su schermo: compenetrazioni poligonali, scatti improvvisi, repentini cali di framerate, ed azioni (come quella del salto) per niente calibrate.
Gli enigmi sono piuttosto semplificati, restituendo un livello di sfida non troppo convincente: dopo le prime ore di gioco si capirà il meccanismo dietro ognuno di questi. Alcuni bug (come per esempio quello di apertura delle porte magiche) ci costringeranno a tornare al più vicino checkpoint per ricaricarci del Lumium e così riprovare, e solo per via di una cattiva gestione del codice.
Si tratta di errori grossolani che vanno irreparabilmente a cozzare col ritmo di gioco e con lo stile tanto curato e delineato della grafica, restituendo un’esperienza deficitaria e un po’ deludente.
La componente platforming, presente soprattutto nel passaggio da un’area all’altra, è un’aggiunta forse troppo frettolosa resa inutilizzabile dalla pessima gestione della telecamera. Anche il fattore tempo va a decostruire le buone intenzioni del titolo, poiché sarà presente per alcuni rompicapi rendendo difatti ansiogena e poco lucida la risoluzione degli stessi.

In sintesi, gli sviluppatori si sarebbero dovuto focalizzare di più sulla componente rompicapo lasciando ad altri tipologie di gioco l’esplorazione e il platforming. L’unione di più stili è in questi casi un punto di debolezza piuttosto che un punto di forza. Un vero peccato, date le premesse.

Seed of Life

Arte in pillole 

La realizzazione più squisitamente estetica del titolo è forse il suo più grande vanto e, per estensione, pregio. Gli ambienti, curati nel minimo dettaglio, fanno solo da sfondo ad un sapientissimo utilizzo di luci e colori. Gli scenari, sempre piuttosto diversificati e resi unici da eventi in-game, cattureranno spesso l’occhio del giocatore.

Apprezzabile l’intento di doppiare interamente (o quasi) le scene del gioco, sebbene spesso e volentieri il voice actor di Cora utilizzi un tono piuttosto neutro, quasi robotico, che difficilmente riuscirà a rimandare emozioni forti come quelle che vivrà in tutto il viaggio. La narrazione scorrerà però fluida, spesso accompagnata da alcune musiche figlie di una colonna sonora poco ispirata, ma per nulla trascurata. 

Da un lato si evincono chiaramente gli intenti e l’impegno degli sviluppatori nel voler ricreare un titolo dall’atmosfera post apocalittica, ma dall’altro si denota comunque una trascuratezza sicuramente frutto della natura stessa del titolo che comunque resta godibile per gli appassionati del genere. 

Commento finale

Seed of Life è un tentativo di ricreare un titolo che possa abbracciare più generi. Il risultato finale non è stato dei migliori, ma comunque si tratta di un prodotto godibile per gli appassionati dei rompicapo. L’ottima narrazione restituirà un motivo in più per l’acquisto del titolo.

VOTO: 6

Pro

  • Buona caratterizzazione del personaggio
  • Ambientazioni ed atmosfere molto godibili
  • Ottima narrazione

Contro

  • Rompicapo non troppo ispirati
  • Movimenti un po’ legnosi e ricchi di glitch
  • Cattiva gestione della telecamera
  • Platforming superfluo

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