28 Settembre 2020

Xbox Series S è la next gen entry level, può davvero funzionare?

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Ecco cosa sappiamo sulla nuova Xbox Series S di Microsoft

Nella giornata di ieri, a seguito di una serie di pesanti leak spuntati in rete, Microsoft si è vista costretta a svelare in maniera ufficiale l’esistenza di Xbox Series S.

La presentazione della console probabilmente era prevista per la fine di questo mese, forse durante uno dei prossimi eventi steaming di Microsoft, ma in ogni caso il reveal improvvisato dal colosso di Redmond non è certamente passato inosservato.

Per tutta la giornata di ieri Xbox Series S è stata al centro di una grande chiacchiera sul web, complice il suo prezzo di lancio fissato a 299 euro, che permetterà agli utenti di addentrarsi nella nuova generazione ad un costo decisamente molto contenuto anche per gli standard delle passate generazioni di console.

L’intento di Microsoft con Series S è piuttosto evidente: proporre una next gen più economica (entry level) per quella fetta di giocatori che non potrà permettersi al lancio Xbox Series X, le cui prestazioni al momento garantiscono il top di gamma assoluto sul mercato console.

Per raggiungere un prezzo da entry level, Microsoft ha ovviamente dovuto apportare dei sacrifici evidenti rispetto al modello principale, ma questo in ogni caso ha permesso all’azienda americana di creare un precedente importante che allinea sempre di più il mercato console a quello della telefonia.

Siamo ancora lontani dalle console a cadenza annuale ovviamente, ma è evidente come la strategia di Phil Spencer, capoccia della divisione Xbox, vada ad abbracciare un modello di business sempre più lontano dal concetto di console tradizionale a cui siamo abituati.

L’ecosistema di Xbox

Xbox Series S, così come Xbox One, Xbox One X e Xbox Series X (si, possiamo capire la vostra confusione), si collocano all’interno di un vero e proprio ecosistema di piattaforme e servizi che coinvolge anche il mercato PC grazie all’interconnessione dei sistemi operativi con Windows 10.

Xbox ormai non è più una console,  ma un brand fatto e finito nel quale operano più sistemi diversi, accompagnati da una serie di servizi in abbonamento sempre più centrali nella strategia commerciale di Microsoft.

Xbox Serie S si colloca in una fascia entry level si, ma l’hardware a bordo permetterà comunque agli utenti, al momento del lancio, di poter avere a propria disposizione un catalogo di oltre 100 titoli (alcuni recenti e altri meno) presenti nel catalogo GamePass, servizio in abbonamento di punta che ha risollevato l’attenzione dei giocatori verso il brand Xbox negli ultimi.

Series S infatti non è dotata di un lettore ottico, ma votata esclusivamente al digitale, ed è quindi innegabile che la strategia di Microsoft voglia puntare proprio in direzione di questo accoppiata “console+servizio”, che a poco più di 300 euro permetterà ai nuovi giocatori di accedere ad un catalogo ricco di produzioni, ma anche a quei titoli destinati esclusivamente agli hardware di nuova generazione.

Questo però apre alla nostra domanda più ricorrente che ci poniamo fin dall’annuncio: Series S potrà garantire delle prestazioni solide durante tutto l’arco generazionale?

Al momento Microsoft non si è voluta esprimere in maniera chiara sulle specifiche della macchina, tuttavia i pochi dettagli resi noti dal trailer di presentazione suggeriscono prestazioni adeguate alla next gen, ma non senza limitazioni.

Le poche caratteristiche note di Xbox Series S

Xbox Series S viene descritta da Microsoft come la console “predisposta alla next gen più piccola di sempre”. Questa è infatti più piccola del 60% rispetto a Series X, muta anche il proprio design estetico, completamente distaccato dal monolite nero gigante che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi mesi. A  riconferma del fatto che Microsoft vuole distinguere i due prodotti anche a livello comunicativo, evitando di generare troppa confusione nell’utenza (come se le lettere nei nomi non contribuissero già a rendere tutto confuso).

Le diversità però non sono solo estetiche ma colpiscono anche l’hardware: la console innanzitutto sacrifica la risoluzione nativa in 4K, ma può comunque effettuare l’upscaling dei giochi, la cui risoluzione massima raggiungibile è 1440p (i 2K per intenderci), mentre si garantisce una fluidità fino a 120 fotogrammi al secondo, in maniera simile a Series X.

Bisogna poi prestare attenzione ad alcuni dettagli relativi al Ray Tracing, il cui supporto è stato confermato anche su Series S, ma via DirectX Ray Tracing. Che cosa significa questo? Che mentre Xbox Series X monta il fantomatico “hardware Ray Tracing”, su Series S potrebbe esserci invece una versione più grezza della nuova tecnologia, probabilmente emulata per ottenere effetti molto simili sfruttando le DirectX.

Supportati anche il Variable Refresh Rate e il Variable Rate Shading, già confermati su Xbox Series X e importanti ai fini dell’ottenimento di un framerate stabile che possa raggiungere i 120 fotogrammi al secondo.

Si tratta di una tecnologia che andrà ad influenzare soprattutto i titoli retrocompatibili appartenenti alla generazione One, 360 e Xbox, laddove i publisher decideranno di apportare delle ottimizzazioni.

Da questo punto di vista infatti, anche se Xbox Series S potrebbe rischiare di arrivare col fiato corto alla fine della prossima generazione, dall’altra permetterebbe agli utenti di mettere le mani su un hardware comunque portentoso, soprattutto nell’ottica della retrocompatibilità, che già sull’attuale Xbox One X può regalare non poche soddisfazioni.

Per fare un termine di paragone concreto: Xbox Series S è sostanzialmente l’equivalente della nostra attuale XBox One base, ovvero una console che supporta tutti i titoli per l’attuale generazione, ma con evidenti limiti. Produzioni ambiziose come Control, o il recente Marvel’s Avengers, mettono in mostra tutti i limiti di Xbox One.

Il rischio di ritrovarci nuovamente con una console al limite già verso metà generazione, potrebbe dunque riproporsi con Series S. La strategia di Microsoft è stata quindi quella di giocare d’anticipo e proporre già dal lancio una console entry level e una più indirizzata alla mid-gen.

Il limite che poi andrà assolutamente chiarito con Xbox Series S è lo spazio di archiviazione a disposizione. Questa variante della console avrà un SSD da 512 Gb, circa la metà di quello attualmente presente su Xbox Series X, e vista la tendenza dei titoli odierni ad essere piuttosto incisivi dal punto di vista del volume di spazio necessario, la memoria di archiviazione messa a disposizione da Microsoft è sicuramente scarsa.

Sappiamo già che Series X potrà montare degli slot aggiuntivi in cui sarà possibile alloggiare delle schede SSD proprietarie; sarà così anche per Series S? Ragionando da un punto di vista prettamente commerciale, la scelta di ridurre lo spazio a disposizione potrebbe permettere a Microsoft di giustificare ulteriormente la commercializzazione di memorie esterne SSD, così da incentivare i possessori di questa console a potenziare la memoria della console nel corso del tempo. I prezzi di queste memorie esterne restano però ancora una grossa incognita e speriamo che Microsoft tolga anche questo velo al più presto.

In conclusione 

Xbox Series S è sulla carta una console eccezionale nei limiti del prezzo a cui viene proposta. Si tratta della macchina perfetta con cui Microsoft potrebbe incentivare gli utenti ad abbonarsi al servizio Xbox Game Pass, con la possibilità di accedere ad un catalogo sconfinato spalmato su quattro generazioni di console, senza però essere tagliati fuori dalle produzioni future realizzate su misura di hardware next gen. Permangono delle incognite importanti relative alla “durabilità” dell’hardware nel corso dei prossimi anni, mentre l’assenza del lettore ottico potrebbe rivelarsi un deterrente e allontanare una certa fetta di utenza.

Xbox Series S sarà disponibile dal 10 novembre 2020.