DOOM Eternal: The Ancient Gods Parte 2, tutto ha una fine

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DOOM Eternal: The Ancient Gods Parte 2 chiude la storia di questo sequel. Ecco la nostra recensione!

Abbiamo avuto modo di inseguire le trame ordite nella prima parte del DLC di DOOM Eternal, che ha visto il DoomGuy alle prese con nuovi demoni e meccaniche soltanto per portare un’ulteriore calamità alle redini dell’Inferno, ed è pertanto suo dovere riuscire a rimediare – non senza la dovuta dose di violenza. CI sarà da vedere se il termine di questo viaggio sarà valido quanto il suo precedente capitolo, o se sarà un altro more of the same di cui non si sentiva il bisogno.

Perché non ci ho pensato prima?

La prima parte rilevante di questo contenuto aggiuntivo è la presenza di nuove meccaniche, sia per quanto riguarda i nemici che per il protagonista, che riceve interessanti upgrade centrali nel gameplay. In primo luogo si apprezza l’idea dell’utilizzo dello strumento di morte più rilevante, la Doppietta, come un’interessante metodo per lo spostamento tridimensionale, sfruttando il rampino in particolari punti di aggancio. Idea interessante a livello di platforming e sfruttata anche in alcune occasioni sul campo di battaglia, sarebbe potuta essere un’interessante inclusione anche nel gioco base, ma fortunatamente il DLC ci ha pensato debitamente. Molto piacevole anche l’inclusione del Martello delle Sentinelle che va a sostituire il Crogiolo usato per sconfiggere l’Icona del Peccato nel gioco base, seppur non equamente potente: infatti risulta più facile da caricare ma fornisce un effetto di stordimento ad area, piuttosto utile per alcune fasi del gioco e specialmente nel finale.

DOOM Eternal: The Ancient Gods - Part 2 in alcune nuove immagini -  Multiplayer.it

Ritorni, novità e aggiunte

Sul comparto nemici, anche questa sezione di The Ancient Gods presenta nuove malefiche minacce, oltre ad includere il già nutrito repertorio base unito a quello della prima parte. Specificamente, si concentra su nemici che richiedono gimmick particolari per poter essere sconfitti, quali l’Imp di Pietra e il Barone Corazzato. Il primo dei due nemici risulta totalmente immune a colpi che non siano il modulo raffica del fucile a pompa ed il citato Martello, in grado di decimarli facilmente, e vengono comunque uccisi dalla motosega come qualunque Imp standard. Il secondo invece è una versione più resistente del Barone Infernale, dotato di una mazza chiodata a cui è necessario sparare con il modulo di precisione durante gli attacchi più potenti, al fine di togliergli brevemente l’armatura e poterlo abbattere con un numero equo di proiettili. Sono inoltre presenti tre eventi chiamati Escalation, divisi in due scontri – uno obbligatorio che potenzia il Martello ed uno più difficile, facoltativo, che conferisce invece una skin con colori unici, dedicato ai completisti o a chi cerca una sfida ulteriore – in fondo, perché no?

DOOM Eternal: The Ancient Gods Part 2, recensione complementare

Il picco dell’asticella

Ciò che davvero rende questo contenuto conclusivo, oltre alla trama di cui andremo a parlare, è certamente la difficoltà che si incontra progredendo nei tre livelli proposti, facendo esclusione per il quarto che merita un discorso a sé. In generale lo Slayer si trova ad affrontare eserciti interi, dovendo farsi strada tra quantitativi di demoni considerati magari solo singolarmente nella campagna standard, pur essendo al massimo del potenziale. La sfida è tuttavia sempre equa, e costringe a spingere al limite le proprie capacità soprattutto aumentando la difficoltà ed avanzando nella storia, dove ogni piccolo errore ed ogni risorsa mal gestita provoca uno svantaggio consistente. Il culmine si raggiunge negli eventi Escalation prima citati, specie negli opzionali, e nella spettacolare battaglia finale, con il boss che riserva un duello eccellente in cui ogni errore rischia di compromettere intere fasi. Tuttavia, una gestione magistrale dell’intero contenuto riesce a far comprendere quando si sbaglia, come risolvere e progredire alla sezione successiva, accompagnato dalla solita, motivazionale colonna sonora fregio della saga.

Il termine di tutto

Una nota conclusiva va messa per la trama, che si collega strettamente a quella del capitolo precedente – giustificando la distinzione in Parti – e dando un approfondimento interessante alla finalità dello Slayer come entità, così come un volto al nemico originale di tutta la storia. Le sequenze sono specialmente belle, ed il titolo non vacilla in nessun istante durante l’intero gameplay su PS4, permettendo di godersi le splendide animazioni ed i filmati allo stesso modo della frenetica azione che permea ogni cosa. Il quarto “capitolo” – che è in realtà composto solo dalla boss fight e dal filmato conclusivo – è il culmine della narrazione, con un duello all’ultimo sangue tattico ma reattivo, in cui è richiesta la massima concentrazione ed una salda caparbietà, ma che lascia il gusto di aver concluso definitivamente l’avventura del DoomGuy. Chiusura piuttosto definitiva, ma chissà cosa avrà in serbo questa eterna saga per il futuro – possiamo solo sperare che sia qualitativamente sempre a questo livello

Commento finale

DOOM Eternal è stato un titolo che ha soddisfatto le attese di tutti pur sconvolgendo il gameplay ereditato dal reboot, e con The Ancient Gods Parte 2 si riconferma per quello che è: l’erede di un titolo eccezionale, degno di portare il nome di cui si fregia. Pur essendo un more of the same, riesce ad introdurre nuovi contenuti e ad attingere a quelli già presenti per realizzare un connubio di azione, epicità e divertimento sregolato, proprio come ci si aspetta da un sequel di un certo calibro. Novità, trama, difficoltà: questo DLC ha tutto quello che serve per concludere il ciclo iniziato lo scorso anno, e riesce a farlo egregiamente in tutti i campi. Se ci sarà dell’altro, auspichiamo che sia sempre di questa qualità. Fa quasi male doverlo scrivere, ma per ora dovremo salutare lo Slayer con tutti gli onori che si merita grazie a questa epica avventura.

Voto: 9

Pro

  • Una trama solida che prosegue e conclude la trama ampliata in maniera adeguata
  • La tipica stabilità tecnica ed una resa visiva sempre valida rendono il titolo magnificamente giocabile
  • Colonna sonora assolutamente a tema
  • Nuove meccaniche e nemici…

Contro

  • …che potevano essere incluse anche nel titolo principale

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