Devil May Cry 5: Special Edition – Recensione

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Devil May Cry 5 arriva sulle console di nuova generazione con una riedizione arricchita e un pizzico di next gen. Ecco la nostra recensione!

  • Nome completo – Devil May Cry V: Special Edition
  • Piattaforme – PlayStation  5, Xbox Series X
  • Publisher CAPCOM
  • Developer – CAPCOM
  • Distribuzione – Retail/Digital
  • Data di uscita – 10 novembre 2020
  • GenereAction
  • Versione testata – Xbox Series X

Devil May Cry 5 è stata probabilmente una delle grandi sorprese dello scorso anno, segnando il ritorno della CAPCOM dei tempi d’oro nel panorama degli stylish action.

A distanza di un anno quasi esatto, il quinto capitolo delle avventure di Dante e Nero giunge anche sulle console di nuova generazione, ad accompagnarne l’uscita con una riedizione che aggiunge un nuovo personaggio giocabile richiestissimo dai fan, e alcune timide novità pensate per offrirci un sapore di next gen.

I figli di Sparda

I motivi per i quali Devil May Cry V: Special Edition è stata un fulmine a ciel sereno al momento del suo annuncio erano molteplici: ufficialmente CAPCOM aveva dichiarato di aver terminato lo sviluppo del gioco con l’uscita del Bloody Palace, lasciando i giocatori con un leggero amaro in bocca dopo aver scoperto che Vergil era presente come personaggio giocabile all’interno del codice, ma con un moveset ancora non del tutto definito.

Per ben 12 mesi CAPCOM ha tenuto un veto di silenzio, almeno fino al trailer a sorpresa svelato in occasione dell’evento PlayStation 5 di settembre, con cui ha confermato il ritorno di Devil May Cry 5 con una rinnovata veste grafica e soprattutto Vergil, il fratello di Dante, nelle vesti del quarto personaggio giocabile mancante.

Ma come funziona esattamente Devil May Cry 5: Special Edition sulle console di nuova generazione? In questa recensione, che si aggiunge a quella del gioco originale che trovate a questo link, ci dedicheremo prevalentemente alle novità introdotte da CAPCOM nel suo action.

Partiamo innanzitutto con il cuore principale del pacchetto, quello che più di tutti potrebbe spingere molti ad acquistare questa riedizione, ovvero Vergil.

La presenza del fratello di Dante era uno dei segreti peggio custoditi della campagna di Devil May Cry V, ma anche della comunicazione che aveva caratterizzato la campagna marketing del gioco originale. I legami tra Nero e Vergil sono piuttosto noti nella fanbase, di conseguenza la presenza di una spada Yamato nei materiali promozionali aveva tradito le volontà di una sceneggiatura che per tutta la durata della campagna cercava di imbastire un colpo di scena inutilmente efficace.

Ma siamo tutti piuttosto consapevoli che le sceneggiatura in titoli di questo calibro rappresentano solo un contorno all’esperienza principale, rappresentata dallo studio dei tantissimi tecnicismi che li caratterizzano: la voglia di perfezionarsi per affrontare i gradi di sfida sempre più elevati e ottenere l’ambita valutazione S nelle missioni e nei singoli scontri.

Devil May Cry V da questo punto di vista rappresenta uno dei picchi più alti di sempre nel panorama degli action, un gioco estremamente matematico in cui ogni frame va calcolato, così come i tempi giusti di reazione nell’esecuzione delle combo, soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati.

Nero, V e Dante erano i tre personaggi originali che si differenziavano molto nei loro gradi di apprendimento, con il figlio di Sparda che subentrava in scena solo vero metà della campagna proponendo una complessità e una varietà del tutto aliena rispetto ai primi due.

All’interno di questo ingranaggio adesso si integra anche Vergil, il cui grado di complessità non si distingue poi molto da quello del fratello, ma la sensazione è che CAPCOM abbia volutamente renderlo un “cheat character” capace di regalare enormi soddisfazioni anche ai neofiti degli action game.

Il figlio perduto di Sparda porta in dotazione la sua Yamato, che gli  garantisce combo estremamente veloci, sia a terra che aria, mentre per gli scontri ravvicinati a mani nude può contare sulla presenza di Beowulf, con colpi meno rapidi ma perfetti per spondare le robuste corazze di certi avversari; a chiudere il suo arsenale abbiamo le Mirage Edge, ovvero le spade di energie come proiettili dalla lunga distanza, oppure nella forma di una spada che ricorda molto da vicino la Sparda di Dante.

Proprio come Dante, Vergil garantisce combo spettacolari e complesse nel momento in cui il giocatore impara ad alternare velocemente il suo arsenale. Ciò che però rende Vergil un personaggio estremamente pericoloso e tremendamente sbilanciato rispetto ai primi tre che abbiamo imparato a conoscere, è la sua capacità di teletrasportarsi verso i nemici, anche durante l’esecuzione delle combo. Come se non bastasse, il suo Devil Trigger ha due forme: può generare un clone che funziona temporaneamente da partner moltiplicando il danno delle combo, mentre ben più letale è il Sin Devil Trigger, il quale si attiva ricaricando l’apposita barra con gli indicatori del DT classico.

Tra le due, la scelta del clone non solo è quella più rapida da attivare,ma anche la più efficace se si vuole ottenere un buon punteggio stile (e vi assicuriamo che le S abbonderanno veramente spesso con Vergil).

L’ultima chicca riguarda infine “World of V”, una mossa speciale che permette a Vergil di separare la sua parte demoniaca da quella umana per evocare V sul campo di battaglia e generare un potentissimo attacco che permette di recuperare punti vita e sfere rosse.

Anche se da spiegare può essere complesso, pad alla mano il fratello di Dante è uno dei personaggi che regala maggiormente soddisfazione con il suo combat system, ma purtroppo il bilanciamento non viaggia proprio di pari passo con la struttura della campagna.

Perché si, Vergil ha una propria campagna aggiuntiva con un prologo nuovo, un finale esteso e un boss inedito suddiviso in due fasi che daranno parecchio filo da torcere ai giocatori.

Il problema è quello che si trova nel mezzo: la campagna di Vergil propone tutti i livelli che in principio erano studiati appositamente per V, Nero e Dante, privati però delle cutscene e da un qualsiasi tipo di interazione narrativa.

Proprio come accadeva nelle Special Edition di Devil May 3 e Devil May Cry 4, anche in questa occasione il personaggio di Vergil finisce per essere la più grande rappresentazione della dissonanza ludonarrativa in un videogioco.

E questo pesa anche sui bilanciamenti del gameplay, poiché certi livelli con boss annessi, sono stati studiati per essere affrontati solo da determinati personaggi, e sicuramente non da Vergil.

Bilanciamenti gravi in cui sembrerà di giocare con il pilota automatico, soprattutto nelle missioni dedicate a V, con alcuni dei suoi boss letteralmente ridicolizzati dalla ferocia di Vergil. Se poi le facilitazioni di Vergil non vi bastano. completando il gioco a difficoltà “Dante Must Die”, si avrà accesso anche a Super Vergil, ovvero la variante dotata di Sin e Devil Trigger illimitati.

Le novità next gen di Devil May Cry V

Ad affiancare Vergil subentrano anche alcune novità introdotte da CAPCOM per sfruttare la maggior potenza a disposizione delle nuove console.

Andando con ordine abbiamo la modalità Turbo, che aggiunge un 20% in più alla velocità di gioco, facendo la gioia degli amanti delle speedrun e da chi desidera ancora più freneticità dagli scontri; troviamo poi la nuova difficioltà Mitico Cavaliere Oscuro, che trasformerà ogni missione in un simil Musou proponendo ondate gigantesche di nemici che ricopriranno lo schermo, pensata per approcciarsi al titolo in maniera del tutto inedita, anche se a farne le spese è una gestione altamente confusa degli scontri.

Sul comparto grafico sono state sbloccate alcune opzioni: è possibile abilitare il 4K con il Ray Tracing attivo, scalando il framerate da 60 a 30 (che francamente vi sconsigliamo), oppure avere il Ray Tracing attivo ma in risoluzione a 1080p e giocare a 60 fotogrammi al secondo. La terza opzione infine, adatta solo per determinati televisori (con porta HDMI 2.1), è la possibilità di disattivare il Ray Tracing, abilitare la risoluzione a 1080p ma portare il framerate a 120 fps.

Le diverse opzioni grafiche messe a disposizione da CAPCOM dovrebbero accontentare più o meno tutti, anche se nutriamo comunque qualche leggero dubbio sul sistema  d’illuminazione next gen, il Ray Tracing non aggiunge molto all’esperienza e la sensazione è che CAPCOM lo abbia implementato in maniera ancora rudimentale, risultando in alcune fasi dell’avventura addirittura fastidioso.

Ha senso dunque comprare questa Devil May Cry 5: Special Edition? Su questa domanda vogliamo aprire una parentesi ulteriore sull’operazione di CAPCOM.

La Special Edition non è compatibile con i salvataggi della versione old gen di Devil May Cry V, persino gli obiettivi sono diversi, tuttavia CAPCOM ha voluto comunque pensare ai possessori del gioco originale, offrendo Vergil come DLC a pagamento su PC, Xbox One e PlayStation 4 all’onesto prezzo di 5 euro (l’uscita è fissata per il 15 dicembre).

I possessori del gioco su old gen potranno dunque utilizzare Vergil sulla loro copia in retrocompatibilità, ma non potranno avere accesso alle feature next gen implementate da CAPCOM, quindi niente Ray Tracing, Turbo Mode e 120 fotogrammi al secondo, ma potranno comunque contare sul supporto al 4K UHD, l’HDR e i 60 fotogrammi al secondo. La decisione spetta dunque a voi.

Commento finale

Devil May Cry V: Special Edition chiude definitivamente il supporto ad uno dei migliori action game dell’ultimo decennio, con un pacchetto completo che aggiunge finalmente il tanto desiderato Vergil, ma ci saremmo aspettati un maggiore impegno nella campagna a lui dedicata, che invece si limita a riproporre pedissequamente l’avventura originale di Nero, V e Dante, spogliata però da cutscene, se si escludono il prologo e l’epilogo. Tanto di capello però sulla realizzazione del nuovo boss, l’unico che riuscirà seriamente a mettere in difficoltà Vergil.

Sul fronte tecnico abbiamo un timido assaggio di next gen, ma l’implementazione del Ray Tracing pur aggiungendo ulteriore valore al RE Engine, in alcuni punti la sua implementazione risulta un po’ pasticciata.

Pro

– Vergil è un personaggio assolutamente incredibile

– La Turbo Mode spinge a rivedere l’approccio “matematico” del gioco grazie alla velocità doppia

– C’è un nuovo boss

– I power up grafici si percepiscono, ma non stravolgono l’esperienza nel suo complesso

– Sono inclusi anche tutti i DLC extra rilasciati per il gioco base, anche i costumi alternativi

Contro

– Non è possibile trasferire i salvataggi dalle vecchie versioni

– La campagna di Vergil si limita a ripercorrere quella del gioco base, ma senza cutscene e priva di un qualsiasi tipo di bilanciamento per accogliere il figlio di Sparda

In alcuni punti il Ray Tracing entra in conflitto con l’esperienza, risultando più un fastidio che altro

VOTO 8.0

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