Epic Chef – Recensione

Epic Chef

Epic Chef: l’ingrediente perfetto per una gustosissima avventura

  • Nome completo: Epic Chef
  • Piattaforme: Xbox One S/X, PlayStation 4, Nintendo Switch, Steam
  • Publisher: Team 17
  • Developer: Infinigon Games
  • Distribuzione: Digitale/Fisica
  • Data d’uscita: 11 Novembre 2021
  • Genere: Avventura, Simulazione (Life Sim), GDR, Gestionale
  • Versione testata: PC (Steam)

Epic Chef è un titolo unico nel suo genere. Dagli stessi ideatori di Overcooked, irriverente e divertentissimo gioco da gustare interamente in cooperativa, o del sorprendente Age of Darkness: Final Stand (di cui vi lasciamo la nostra recensione): parliamo dei ragazzi di Team17, affiancati dagli sviluppatori di Infinigon Games. 

Epic Chef sa divertire, e sa farlo non solo attraverso un gameplay finemente curato ed una storia semplice e godibilissima, ma soprattutto grazie alla capacità di saper unire meccaniche appartenenti a più generi in una ricetta che convince ed entusiasma. Innovare un campo già esplorato come quello dei titoli di simulazione o quelli gestionali non è sicuramente un compito semplice, ma il team di sviluppo ha adottato un approccio ibridato capace di far divertire chiunque. 

Epic Chef

Il coloratissimo mondo di Ambrosia.

Ambrosia: un mondo colorato e magico.

Epic Chef narra le vicende di Zest, un ragazzo che si è ritrovato tra le mani un’immensa fortuna. Parliamo dell’atto di proprietà di Villa Calamitozza, un enorme appezzamento di terreno che gli abitanti di Ambrosia ritengono essere maledetto. La verità è che il terreno della Villa è intriso di magicka, nient’altro che pura magia che permette a tutto ciò che viene coltivato o allevato di svilupparsi e crescere ad una velocità del 500.000%: è divertente osservare come, contrariamente a quanto accade nei classici farming simulator, gli sviluppatori abbiano voluto adottare questo escamotage per giustificare la velocissima crescita dei frutti. 

L’obiettivo di Zest è dunque quello di crearsi una vita all’interno di Ambrosia, un villaggio costellato di stranissimi individui unici nel loro genere che lo accompagneranno nel lungo percorso per diventare uno chef di tutto rispetto. Ad un’apparente scarsa caratterizzazione del personaggio principale subentra una cura quasi maniacale per tutti i comprimari ed NPC che andranno a tessere la trama di gioco, tassello dopo tassello. Sebbene Epic Chef dia totale libertà di movimento al giocatore, è chiaro che l’avventura si muove sullo sfondo di una trama ben precisa che sarà però possibile affrontare con tutta la comodità che si desidera e soprattutto scegliendo l’ordine degli eventi chiave. Ci saranno molteplici missioni di trama accompagnate da vere e proprie quest secondarie (in pieno stile RPG) che ci consentiranno di sbloccare sempre più ricette, oggetti di gioco e segreti. La trama può essere portata avanti in molteplici modalità, difatti qualora dovessero servirci soldi per acquistare un determinato oggetto potremmo fare affidamento su diverse strade: questo è sicuramente un punto a favore del titolo, che lo eleva ad un vero e proprio Life Simulator.

Le espressioni dei personaggi, i loro stessi nomi e il modo che hanno di muoversi comunicano la cifra stilistica dell’intera produzione, incentrata sull’umorismo più puro e talvolta becero, con battute anche a sfondo sessuale che vengono servite con un’eleganza ed un’irriverenza che mancavano da troppo tempo nel panorama videoludico. Epic Chef non ci fa concentrare tanto sull’avanzare delle vicende quanto piuttosto dal modo in cui queste vengono raccontate: semplicità, leggerezza e genialità sono gli elementi centrali dell’intero sviluppo.

Epic Chef

La dura vita del contadino

Il gameplay di Epic Chef è sicuramente il cuore pulsante dell’intera produzione. Il titolo, come già accennato nel paragrafo precedente, è stato capace di ibridare numerosissime meccaniche appartenenti a generi differenti. Punto importante su cui focalizzarsi è il ciclo giorno notte presente nel titolo, che ci permetterà di compiere determinate azioni solo a specifici orari (alcuni NPC non saranno presenti prima delle 9AM), dunque facendo focalizzare l’attenzione del giocatore anche su questo particolare.

La Villa di cui saremo proprietari è in realtà un enorme campo in cui coltivare piante e frutti di qualsiasi tipo o di allevare diversi animali da cui trarremo importantissime e preziose risorse. Potremmo non solo piantare semi di pomodori, patate e carote ma anche costruire macchinari che potranno trasformare le nostre risorse in qualcosa di più complesso (ad esempio tre ceppi di legno in un’asse di legno, più resistente). Le meccaniche di farming sono molto semplici ed intuitive, e grazie al menu molto chiaro e semplificato impareremo sin da subito a sfruttare piccole scorciatoie per massimizzare il profitto. 

La meccanica centrale di Epic Chef resta però la possibilità di cucinare. Utilizzando gli ingredienti coltivati (o acquistati ad Ambrosia o raccolti nei paraggi) potremmo realizzare un numero davvero incredibile di pietanze: secondo gli sviluppatori le combinazioni possibili sono quasi 100.000, e tutte realizzate da uno chef professionista.

Cucinare non prevede soltanto scegliere gli ingredienti giusti, ma anche mischiarli ed esaltarli nel modo più appropriato. In generale il nostro chef avrà a disposizione delle caratteristiche: Vigore, Spirito e Raffinatezza. A queste tre caratteristiche di matrice puramente RPG andrà ad aggiungersene una quarta, seppur passiva, definita Aroma. Ogni prodotto avrà delle caratteristiche che, unitamente a certe azioni, ci faranno ottenere più punteggi e dunque più power up finali. Ci troveremo spesso a cucinare nella nostra abitazione, dove potremmo consumare ogni pietanza. 

Obiettivo di Zest sarà quello di ingraziarsi il Culinarium, una potente associazione di cuochi, che ci chiederà di affrontare determinate sfide culinarie per farci notare. Le sfide sono una modalità di gioco molto interessante: dovremo affrontare un NPC e, tramite l’approvazione del giudice, batterli (anche sfruttando l’utilizzo di salse particolari per aumentare l’Aroma e dunque l’interesse del giudice). Anche qui, l’impronta “fantasy” del titolo si fa largo attraverso l’utilizzo di ingredienti improponibili (come ratti) e mix decisamente poco prevedibili.

Epic Chef

Una delle numerose ricette da realizzare.

Un accompagnamento artistico da… degustare

Lo stile tecnico di Epic Chef è molto particolare, caratterizzato da modelli poligonali molto scarni e personaggi dotati di una forte espressività che va dunque a sopperire alla mancanza di altri dettagli fisici degni di nota. In generale lo stile ben si presta al contesto generale di Ambrosia, e lo stile caricaturale dei dialoghi unitamente agli effetti speciali a schermo contribuiscono a creare un’ottima atmosfera. 

La colonna sonora non brilla particolarmente per varietà, risultando talvolta secondaria o poco presente. Spesso ci capiterà, soprattutto nei pressi della Villa, di non sentirla: in questi casi sarebbe stato opportuno, secondo il nostro parere, alzare i toni per contribuire così maggiormente all’aura di terrore e superstizione che circonda l’abitazione.

Complessivamente il mondo di gioco è molto colorato e completamente esplorabile. Sebbene non venga data la possibilità di avere una mappa a schermo sarà facile abituarsi al caos di Ambrosia già dopo la prima ora di gioco: il clima di familiarità sarà altissimo. Il titolo presenta una cura nei dialoghi davvero impareggiabile, con picchi di altissimo livello e qualità umoristica sempre sul pezzo: la localizzazione in italiano, in tal senso, contribuisce ad una maggiore fruizione del titolo.

 

Commento finale

Epic Chef è la ricetta perfetta per il divertimento: un farming simulator con elementi spiccatamente gestionali e di simulazione tenuti assieme da una forte componente RPG. Si tratta di un titolo leggero che si lascia giocare, ricco di particolari e di cura. Dalle meccaniche semplici ma ben equilibrate, riesce ad unire i gusti di tutti.

VOTO: 7.5

Pro

  • Ottimo sistema di gioco
  • Ricco di contenuti
  • Meccaniche semplici ma efficaci

Contro

  • Colonna sonora poco curata in certi punti
  • Qualche difetto tecnico

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