
La pirateria on line non si ferma e colpisce anche gli articoli scientifici
Già è stato ribattezzato il Napster della scienza, il sito Sci-hub si aggiunge alla miriade di siti on line di pirateria ma stavolta non si tratta di musica, cinema o serie tv scaricabili illegalmente ma di articoli scientifici coperti da copyright, il sito contiene già oltre 50 milioni di pubblicazioni scaricabili. Il portale è nato nel 2011 grazie alla neuroscienziata kazaka Alexandra Elbakyan con lo scopo di potere accedere alle migliori riviste di scienza senza doversi per forza abbonare ed essere costretti a pagare anche decine di migliaia di dollari. In sei mesi, da settembre 2015 a febbraio 2016, il sito ha avuto in media tra quattro e sei milioni di download di pezzi al mese, per un totale di 28 milioni di ricerche. Oltre 2,6 milioni di richieste provenivano dall’Iran, 3,4 milioni dall’India e 4,4 milioni dalla Cina.
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Il dato sorprendente però è che circa 110 mila richieste di download sono arrivate da Boston e Mountain View, generalmente zone ricche e composte da persone che potrebbero permettersi di acquistare le riviste. Secondo lo studio di Science, gli Usa sono il quinto utilizzatore e un quarto dei download arriva da paesi dell’Ocse, anch’essi prevalentemente benestanti e composto da individui che non avrebbero problemi a sottoscrivere gli abbonamenti.


















